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Data: 29/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le amministrative - L'Aquila detta le condizioni per appoggiare Del Corvo Pdl, gli uomini di Giuliante pronti a tirarsi indietro

L'AQUILA - Tanto per cominciare loro non ci stanno: il no ad Antonio Del Corvo arriva secco al telefono di Filippo Piccone, gli aquilani non ci pensano nemmeno lontanamente a lasciare a un marsicano la candidatura alla Presidenza della Provincia, già sono stati troppi umiliati, niente assessori regionali, niente incarichi, niente di niente. «Qui rischiamo l'annullamento di una intera classe dirigente», ripetono imbufaliti gli uomini del capogruppo Gianfranco Giuliante. Comincia male, malissimo, la rincorsa di Del Corvo a Stefania Pezzopane, e nel primo giorno ufficiale da candidato incassa un primo pericolosissimo no. E domani all'Aquila i coordinatori del Pdl Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano rischiano di presentare il candidato alla Provincia senza gli aquilani. A meno che.
A meno che non ci sia un giusto indispensabile riequilibrio della rappresentanza aquilana nella giunta provinciale: questa è la condizione per appoggiare Del Corvo, l'indiscrezione trapela alla fine di una lunga riunione di pidiellini coordinata da Gianfranco Giuliante. Gli aquilani vogliono la vicepresidenza e un numero adeguato di assessorati, un risarcimento bello e buono per una città che ha già perso tutto ma non vuole perdere la faccia. Piccone fa i conti, ma le poltrone non bastano: dieci i posti disponibili contando otto assessorati più presidente di giunta e consiglio, e molti sono stati già promessi agli Stati in cambio del loro appoggio nella Marsica, e a De Matteis se si convincerà ad appoggiare il Pdl, a ognuno degli organizzatori delle sette liste di appoggio annunciate da Piccone, insomma posti in piedi. Senza considerare che dalla partita è esclusa la Regione, per il momento la trattativa riguarda la Provincia punto e basta. Tocca adesso a Piccone affrontare la grana, e lo dovrà fare entro oggi. Giuliante rifiuta dichiarazioni, no comment dice, segno che tira bruttissima aria dalle sue parti. Ma gli aquilani sono quasi tutti con lui. Quasi: l'unico che manca all'appello è Luca Ricciuti, che ha già scortato Del Corvo in giro per cene aquilane molto prima della ufficializzazione di mercoledì.
Di promesse Giuliante ne ha già ricevute tante, anche da Chiodi in persona durante il viaggio di andata per Roma nel giorno dell'incontro con Berlusconi. Ma solo chiacchiere, fino ad oggi: nelle prossime 24 ore Piccone dovrà fare un'offerta che però gli aquilani vogliono blindata, sottoscritta dai coordinatori e dallo stesso Chiodi in qualità di garante, altrimenti nisba. E' un percorso in salita, costellato da ostacoli, quello del candidato del Pdl alle Provinciali dell'Aquila. Innanzitutto il tempo, un solo mese per fare le liste, poi gli aquilani e alla fine le alleanze: l'Mpa di Lombardo che in Sicilia ha mandato all'aria la giunta e l'alleanza coi berlusconiani potrebbe indurre Giorgio De Matteis a correre da solo o magari in tandem con i centristi. Mimmo Srour, ex assessore al Mediterraneo della giunta Del Turco, è pronto a candidarsi con una lista civica mentre nell'Udc che pure ha stretto un patto col Pdl in Abruzzo lo scorso anno per tutte e quattro le Province, Pierferdinando Casini ha sparigliato tutto riservandosi di fare accordi regione per regione, e chissà che non ci ripensi all'Aquila. Ma nella scelta degli alleati minori pesano fattori politici ma anche sentimentali: agli aquilani non sfugge che per De Matteis un'alleanza col Pdl contro la Pezzopane oggi è diventata estremamente imbarazzante, visto che spesso si sono ritrovati a combattere fianco a fianco alcune delle battaglie più appassionate in difesa della città terremotata, in linea col progetto lanciato proprio da lui di una "zona franca politica". Per questo oggi un terzo polo rappresenterebbe per molti una soluzione più accettabile. Insomma una cosa è certa, e il Pdl forse non l'ha adeguatamente pesata: nelle elezioni dell'Aquila conteranno molto soprattutto i sentimenti. E i sentimenti sfuggono ai sondaggi.





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