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31/01/2010
Il Messaggero
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Lavoro, allarme Confindustria e Cgil. Disoccupati al 10,1% con la Cig. Il sindacato: in 15 mesi un miliardo di ore di cassa |
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ROMA A dicembre il tasso di disoccupazione in Italia, comprensivo dei cassintegrati, è salito al 10,1% in linea con quello europeo. Lo afferma Il Centro studi di Confindustria che parla di «trend ascendente» e ricalca di fatto le cifre già rese note da Bankitalia qualche settimana fa, e su cui c'era stata polemica da parte del ministro del Lavoro Sacconi. Anche a dicembre - ribadisce il flash confindustriale - la percentuale di imprese che si attendeva una riduzione del numero di addetti (28,6%) era ancora nettamente superiore a quella che prevedeva un incremento (9,7%). Alle cifre allarmanti di Confindustria si sono aggiunte ieri quelle allarmate della Cgil. La crisi, fa sapere il sindacato, ha pesato dal suo inizio a oggi per oltre un miliardo di ore di cassa integrazione. Un uragano lungo 15 mesi (ottobre 2008-dicembre 2009) durante i quali sono state autorizzate 634.699.339 ore di cig ordinaria e 370.384.779 di straordinaria per un totale di 1 miliardo e 5 milioni. Il ricorso alla Cassa, sottolinea la segretaria confederale Susanna Camusso «ha permesso di contenere fino a oggi in parte i riflessi della crisi sull'occupazione; e perciò resta essenziale intervenire per prolungare i massimali della ordinaria come obiettivo immediato per fermare i licenziamenti». Il 2009 è stato l'anno record per ricorso alla Cig: 918.146.733 ore, il 311% in più del 2008, con oltre un milione di lavoratori coinvolti, stimando un livello medio di ricorso alla cassa di 25 settimane o 5 mesi. Eloquente anche il dato sulla cassa a zero ore: nel 2009 ha riguardato oltre 478 mila posizioni di lavoro. Per il milione e oltre di cassintegrati, i riflessi sul reddito - rimarca la Cgil - sono stati molto pesanti. Il minor guadagno globale è pari a oltre 3,3 miliardi, che salgono a 3,7 considerando anche la cassa a zero ore. In media ogni lavoratore passato per la cig per 25 settimane ha perso tra i 3.000 e i 3.500 euro. Chi è stato invece a zero ore per tutto l'anno ne ha persi da 7.500 a 8.000 Tutte le cifre del rapporto della Cgil sono consonanti: inclusa la crescita del 410% nel 2009 della cassa ordinaria (578,2 milioni di ore) con alcuni grandi settori, decisivi anche in termini occupazionali - trasporti e comunicazioni e Metallurgico - il cui ricorso alla cassa sale del 1025% e del 1245%. Tra le regioni con maggior ricorso alla cassa ordinaria, spiccano Lombardia con 182.107.335 ore (+ 627%), Emilia Romagna (+813%), Abruzzo (+618%), Piemonte (+532%), Veneto (+567%), Marche (+482%). Sale intanto a gran ritmo il ricorso alla cassa straordinaria, che sta rapidamente colmando per volume di ore la differenza con la ordinaria. «Ciò che stiamo registrando in queste settimane - annota ancora Camusso - è un aumento delle richieste di licenziamenti: un nuovo fronte della crisi che si sta aprendo in molte aziende. Varie grandi aziende pur potendo agire diversamente stanno approfittando della situazione e scaricano le difficoltà sui lavoratori; mentre altre, piccole e medie, non reggono più e non vedono opportunità di ripresa né iniziative concrete di sostegno». Fa eco da quest'ultima sponda il presidente di Confapi, Paolo Galassi: «Lavoratori e piccole e medie aziende sono sulla stessa barca. La crescita dei disoccupati è diretta conseguenza delle difficoltà che stanno vivendo oggi soprattutto le aziende di minori dimensioni, in molte costrette a ridimensionamenti del personale per evitare la chiusura. Se le pmi sono ancora in crisi, non può che esserlo anche l'occupazione. Non dimentichiamo che la quasi totalità dei lavoratori in Italia - conclude Galassi - è impiegata in un'industria piccola o media».
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