La «rivoluzione» del trasporto pubblico locale della capitale è già una realtà. Dal 1° gennaio 2010 è nata la maxi-azienda Atac Spa, frutto della fusione di Trambus e Met.ro che a Roma gestirà le linee di superficie e la metropolitana con una corazzata di Circa 5 mila dipendenti. Il passaggio segna la «fine» di Atac-Agenziadella mobilità che si trasforma in una struttura molto snella (300 dipendenti), la Roma Servizi per la mobilità, guidata da Massimo Tabacchiera (ex-presidente e Ad di Atac) e da Enrico Sciarra, new-entry nel Tpl romano, manager proveniente dalle Ferrovie dello Stato. Terzo braccio del sistema è la nuova Patrimonio Spa, direttamente controllata dal Campidoglio, sarà la cassaforte nella quale verranno depositati immobili e mezzi, ma anche molti debiti. Intanto, con una delibera del 21 dicembre scorso, la giunta Alemanno ha dato anche il via libera al maxi-appalto da 813 milioni di euro per la gestione di 28 milioni di chilometri sulle linee periferiche della città per otto anni (si veda II Sole 24 Ore Trasporti 16/2009, ndr). L'unica offerta presentata, quella della società consortile Roma Tpl, costituita da Consorzio Cotri, Apm diPerugia e Viaggi Turismo Marozzi, è stata giudicata favorevolmente, ma sarà Atac Spa, la nuova super-azienda a dover aggiudicare l'appalto. Il contratto sarà poi stipulato direttamente con il Comune di Roma. Il passaggio di consegne tra l'attuale gestore, Tevere Tpl, e i nuovi entranti dovrebbe avvenire nel giro di 6 mesi, tale è almeno la durata dell'ennesima proroga sottoscritta dal Campidoglio e Tevere Tpl. Il quarto bando per la gestione del 20% del Tpl nella capitale esclude dopo circa 10 anni Sita, la società controllata da Ferrovie dello Stato e famiglia Vinella, messa fuori dal bando per un bilancio in passivo. Ma i Vinella non perderanno la capitale. La Viaggi Turismo Marozzi, infatti, è controllata dalla Finparte, società finanziaria della famiglia Vinella, mentre per il 49% è nelle mani di Sita (51% Ferrovie dello Stato e 49% Vinella). La Marozzi, attiva nelle autolinee interregionali, ma anche presente in molte città del sud per la gestione del Tpl, è quindi la new-entry nel business del trasporto pubblico romano, rafforzando a Roma il ruolo della famiglia pugliese. Tornando al restyling del sistema capitolino - voluto da Alemanno per arrestare il flusso di perdite del trasporto della Capitale, pari a circa 130 milioni l'anno, e abbassare le spese che sono lievitate a circa 320 milioni di euro, il 32% del miliardo che il Tpl romano assorbe ogni anno - la trasformazione è ancora tutta in divenire. In primis, si attende di conoscere chi sarà a guidare l'azienda unica. La nomina è di competenza del Campidoglio che detiene il 100% della proprietà della nuova Atac Spa. Secondo l'entourage di Sergio Marchi, assessore alla Mobilità, i nomi non verranno resi noti prima della terza settimana di gennaio. Tra i papabili spunta Adalberto Bertucci, amministratore delegato di Trambus, una delle prime nomine della giunta di Alemanno nelle exmunicipalizzate. Anche per la Roma Servizi il prossimo Cda dovrà confermare Massimo Tabacchiera come presidente ed Enrico Sciarra amministratore delegato. Questa struttura avrà compiti legati al controllo, pianificazione, ma soprattutto sopraintenderà alla comunicazione con l'utenza. Infine, la poltrona in Patrimonio Spa potrebbe essere unica. L'attuale amministratore delegato, Gioacchino Gabbuti potrebbe essere confermato quale amministratore unico. In questa struttura, oltre alle proprietà dei mezzi, immobili e depositi, confluiranno anche i debiti. Sono essenzialmente due le operazioni finanziarie che resteranno in piedi: un finanziamento di 160 milioni di euro della Cassa depositi e prestiti il cui rimborso finirà nel 2020, che impone un patrimonio netto superiore a 500 milioni e la garanzia del contratto di servizio e un prestito della Cross Border Lease (scadenza 2029) con l'ipoteca su tram e treni del metrò. »