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Pescara, 28/04/2026
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01/02/2010
Il Sole 24ore Trasporti
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Autolinee, ora X a fine anno. Per le corse interregionali apertura piena - Via le concessioni, arrivano le autorizzazioni |
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IL 2010 porterà anche alla completa liberalizzazione delle autolinee interregionali: dal prossimo 31 dicembre la circolazione sarà ammessa solo con le autorizzazioni in sostituzione delle vecchie concessioni, mentre sulla stessa linea potrà circolare potenzialmente un numero illimitato di aziende. Finora, però, le richieste per entrare in questo business sono state più che modeste: solo il 10% delle 150 aziende iscritte nel registro del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sono new-entry del settore e hanno chiesto l'autorizzazione a partire dal 2007. Mancano comunque diversi step in vista dell'ora X. In primis, la domanda di conversione della convenzione in autorizzazione che tutte le aziende concessionarie dovranno presentare al ministero dei Trasporti entro il termine perentorio del 31 dicembre 2010. Si tratta di un passaggio burocratico non scontato che peserà su ogni azienda per un importo di circa 1.000 euro. È il contributo richiesto dal ministero per il controllo degli atti che le aziende sono chiamate a presentare: si va dalla dimostrazione delle qualità aziendali alla capacità finanziaria. Le domande arrivate finora sono pochissime. II timore dello staff ministeriale è di un intasamento di fine anno. In questo caso, però, le aziende non saranno costrette a fermarsi: per continuare l'attività sarà" sufficiente avere presentato la richiesta entro il 31 dicembre, continuando a lavorare in attesa del via libera ministeriale per l'autorizzazione. «Le aziende si fermeranno - avvertono dal ministero - se non saranno in regola con i documenti». Infatti, l'intenzione è di andare a fondo nei controlli in vista dell'apertura del mercato. Questa liberalizzazione finora, però, non ha prodotto grossi cambiamenti. La possibilità di richiedere autorizzazioni sulla stessa linea data in concessione è attiva dal 2007, introdotta dall'articolo 10 comma 9 del DI 7/2007 (una delle lenzuolate bersaniane), ma da allora le nuove autorizzazioni sono state meno di 15. Spesso contestate, vale la pena di evidenziare, da ricorsi giudiziari proposti da chi è già attivo sul mercato. D'altra parte, però, neanche i numeri di questo mercato sono in crescita. Secondo l'Anav, l'associazione che raggnippa circa 100 aziende di autolinee, i passeggeri non sono cresciuti di molto dai 7 milioni registrati nel 2006 in Italia. A fare la differenza sono le linee con l'estero che, per esempio, hanno fatto contare 6 milioni di arrivi solo_ nell'hub di Roma Tiburtina. Tra gli altri passaggi che mancano all'appello in vista della piena liberalizzazione, spunta il monitoraggio del mercato che l'articolo 6 del DIgs 285/2005 indica quale strumento per valutare l'impatto della legge sull'andamento della domanda. Il ministero delle Infrastnitture, che avrebbe dovuto avviare una struttura ad hoc, ancora non si è mosso, ammettendo che l'osservatorio ancora non esiste. A metà strada, invece, la realizzazione del registro delle imprese, voluto dall'articolo A del Dlgs 285/2005. L'iscrizione, che costa circa 2.000 euro all'azienda, è ammessa, ma il registro non è ancora pubblico. In programma c'è la sua pubblicazione sul sito Internet del ministero, ma i tempi non sono ancora certi. Altro progetto nel cassetto ministeriale, che potrebbe essere realizzato entro il 2010, è la pubblicazione sul Web delle linee esistenti. Un'utilissima bussola per chi avesse intenzione di entrare in questo business e un servizio essenziale e istituzionale per i passeggeri che scelgono di viaggiare con le autolinee. »
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