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Pescara, 28/04/2026
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La riforma dei servizi pubblici locali - La liberalizzazione va. Il Governo ha approvato il regolamento, ora passaggio nelle Commissioni. Molte città, in particolare nel Mezzogiorno, dovranno mettere a gara le gestioni oppure vendere almeno il 40% delle loro Spa per conservare l'in house |
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Prevista anche la concorrenza nel mercato - L'Antitrust sarà strategico Per il trasporto locale il 2010 è all'insegna della competizione. Le aziende con affidamenti diretti nel patto di stabilità. Ferrovie regionali escluse Per il trasporto pubblico locale il 2010 si apre all'insegna della liberalizzazione. Quest'anno, salvo rinvii dell'ultimo minuto, potrebbe segnare una rivoluzione per i servizi di bus e metrò. Molte città dovranno preparare i bandi di gara per l'affidamento delle gestioni oppure mettere sul mercato almeno il 40% del capitale delle loro Spa per conservare l'«in-house» fino alla scadenza naturale dei contratti di servizio. Quest'ultimo potrebbe essere il caso di Roma, mentre Milano dovrà accelerare l'affidamento con gara dei servizi ad Atm, per permettere all'azienda di continuare a competere su altri mercati. Il via libera è arrivato con l'approvazione dell'articolo 15 del DI 135/2009 (convertito nella legge 166/2009), mentre la messa in atto dell'operazione è nel regolamento (ampi stralci del Dpr sono pubblicati a fianco, clicca qui) che il Consiglio dei ministri ha approvato il 17 dicembre e che sarà operativo dopo il passaggio nelle Commissioni parlamentari e il via libera finale di Palazzo Chigi. Il regolamento, che esclude iltrasporto ferroviario regionale e, secondo alcune interprejazioni di Asstra, anche il trasporto extraurbano benché non chiaramente specificato, compie un passo avanti verso l'apertura del mercato, indicando la strada della concorrenza «nel mercato» accanto a quella «per il mercato», finora prevista per il Tpl. Questa prima possibilità, contenuta nell'articolo 2, consentirebbe alle amministrazioni di prevedere più gestori in concorrenza tra loro. Inoltre, il comma 3 specifica che l'affidamento in esclusiva dei servizi non preclude la presenza di altri operatori in quel mercato, mentre con il comma 4 si impone, in caso di esclusiva, di operare attraverso società separate in altri mercati e di rendere disponibili beni e servizi avuti in virtù dell'esclusiva anche alle imprese concorrenti. Chiarite anche alcune caratteristiche dei bandi di gara. In primis, la disponibilità di reti, impianti e altre dotazioni non potrà essere discriminante per la valutazione delle offerte. Una scelta importante che, per esempio, se fosse già in vigore, annullerebbe il maxi-bando di Roma nel quale sono state richieste le rimesse. Un altro passaggio importante è quellorelativo alle forme di aggregazione: si possono vietare Ati e collaborazioni se le aziende singolarmente hanno i requisitiper partecipare alla gara. I bandi dovranno indicare la durata, commisurata alla consistenza degli investimenti, mentre per la gara a doppio oggetto si dovranno specificare i compiti del socio entrante e i criteri di liquidazione. Ruolo più strategico per l'Antitrust, che dovrà dare il nulla osta per gli affidamenti «in house» in caso di servizi oltre i 200mila euro o che interessino centri con popolazione superiore ai 50mila abitanti. Comunque, scegliere l'« in house» non sarà sempre un affare. Le aziende con affidamenti diretti rientreranno nel perimetro del patto di stabilità dei Comuni o degli enti locali proprietari, dovranno bandire gare trasparenti per l'acquisto delle forniture e assumere personale attraverso selezioni pubbliche. Infine, maggiore trasparenza anche nei rapporti tra pubblica amministrazione e aziende. Il regolamento detta rigide regole contro il conflitto di interessi per gli amministratori, che non possono svolgere (né loro né i parenti fino al quarto grado) incarichi inerenti alla gestione, né essere nominati nel giro di tre anni dal termine dell'incarico pubblico.
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