Nelle maggiori città italiane l'aria è diventata irrespirabile
MILANO chiude oggi alle auto, le città italiane riscoprono, come avviene ogni anno, di essere ridotte a camere a gas per colpa delle Pm10. Le polveri fini che minano polmoni e sistema cardiovascolare.
E se da parte dei politici si cerca di ridimensionare il problema, le polemiche e le proteste infuriano. Le associazioni ambientaliste analizzano dati, denunciano situazioni, propongono soluzioni. Soprattutto per ridurre il traffico veicolare, ma non solo. Nel calderone ci sono anche gli impianti di riscaldamento degli edifici, gli impianti industriali, la carenza di controlli, gli stanziamenti irrisori nella Finanziaria per irrobustire i trasporti pubblici.
La maglia nera per le emissioni tocca a Napoli, seguita da Torino e Ancona. Roma e Milano stanno appena più sotto, ma tanto basta per far dire a Formigoni, presidente Regione Lombardia, che «non c'è emergenza a Milano, ci sono nove città in Italia che sono più inquinate». Una dichiarazione che è un po' il segno della mentalità con cui i politici affrontano il problema.
Nelle due maggiori città del Paese ieri gli ambientalisti hanno protestato. Davanti a Palazzo Marino, sede del Comune, madri e bambini con mascherine per manifestare contro la Moratti; nella capitale una protesta di Legambiente nel quartiere Garbatella, mentre i Verdi hanno presentato una denuncia in procura contro il sindaco Alemanno per non aver messo in atto misure di limitazioni del traffico.
Anche ieri lo smog ha saturato l'aria dei milanesi: l'Arpa ha rilevato un livello di polveri quasi tre volte oltre il limite di 50 milligrammi al metro cubo. Ma è ormai chiaro il problema è nazionale, con le criticità della Pianura Padana: le città emiliane hanno livelli record di smog.
Soluzioni alle viste non ce ne sono. Legambiente e Wwf puntano l'indice sull'aumento del parco veicolare circolante, ma non solo. «Inutile che ci siano auto più "pulite" se aumentano in maniera esponenziale». L'Italia ha il primato del rapporto tra auto e abitanti, e il 67,4% degli spostamenti all'interno delle aree urbane avvengono in auto, mentre la velocità dei mezzi pubblici nelle grandi città è tra le più basse d'Europa per la carenza di corsie preferenziali.
Capitolo inquietante, le conseguenze sulla salute. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lo smog in Italia uccide 20 persone al giorno, 7.400 in un anno. 6mila i ricoveri per problemi cardiovascolari e respiratori, decine di migliaia gli attacchi di asma e le bronchite acute. 100mila le persone che si ammalano. Il Wwf propone a livello nazionale un piano della mobilità che sia integrato con il Piano dei trasporti e della logistica, per raggiungere obiettivi ambientali chiari in termini di riduzione di anidride carbonica. A livello regionale una integrazione tra i piani territoriali e i piani di trasporto, con la costruzione di reti di trasporto metropolitano e regionale integrate.
Servono investimenti che comunque - secondo gli studi dei Verdi - permetterebbero di abbattere i costi sociali dei gas serra: circa 4,5 miliardi di euro all'anno solo nelle otto maggiori città, calcolando le giornate di lavoro perse e i costi che gravano sul sistema sanitario nazionale.