La politica dell'effimero contro quella della concretezza. Lo ripetono più volte quelli del Pdl, nella sala gremita dell'hotel Canadian. È il giorno della "benedizione" di Antonio Del Corvo, lo sfidante di Stefania Pezzopane alle prossime provinciali, sul quale il premier in persona ha messo il "timbro". In platea ci sono tutti, ma proprio tutti, anche quelli che hanno storto il naso per questa scelta. Manca Gianni Chiodi, ma solo perché è impegnato nell'inaugurazione dell'anno giudiziario. E ovviamente mancano Mpa e Udc, con i quali il coordinatore Fabrizio Di Stefano assicura che «esiste un discorso avviato che verrà ratificato nei prossimi giorni». «Con Del Corvo - ha detto Di Stefano - contrapponiamo l'effimero di questo quinquennio a chi in silenzio, con competenza e determinazione ha sempre dimostrato concretezza». Esulta anche l'altro coordinatore, Filippo Piccone, che si è battuto per sostenere quello che è stato il suo vicesindaco al Comune di Celano e che respinge sul nascere le polemiche "territoriali": «La provincia dell'Aquila fa trecentomila abitanti, è un piccolo quartiere di Roma. Non possiamo farci prendere dai campanilismi, non andremmo lontano. È chiaro, però, che la provincia vive una situazione particolare. Ecco perché penso che, nell'ambito della costruzione del nuovo governo provinciale, una metà e oltre della giunta possa essere rappresentata da questo territorio». Piccone ha pronosticato una tornata elettorale da decidere già al primo turno («Noi siamo ben oltre il 50%»), con due soli candidati a presidente. Chiaro, a questo proposito, anche il messaggio agli alleati: nessun terzo polo, insieme da subito o al ballottaggio non si fa nulla.
Antonio Del Corvo ha dimostrato di avere le idee già chiare sul da farsi. «Mi dite di sorridere, ma non è facile visti gli oneri e le aspettative - ha scherzato -. La ricostruzione sarà al primo punto del programma. È mia intenzione affidare un apposito assessorato a questo tema. Il secondo aspetto è quello della crisi occupazionale: riporteremo l'attenzione dei tavoli istituzionali sul lavoro e riprenderemo tutti quegli strumenti già previsti, come l'accordo di programma per la Valle Peligna. Puntiamo, inoltre, a fare dell'Aquila la capitale europea della cultura nel 2019». Il capogruppo in Regione, Gianfranco Giuliante, era stato tra i più critici sulla candidatura di Del Corvo. Anche ieri ha ribadito alcuni distinguo, ma ha anche chiuso il "conto": «Nel momento in cui si individua una bandiera, esiste la necessità inequivocabile di un ricompattamento. Siamo già in campagna elettorale, mobilitati per raggiungere l'obiettivo comune».