L'ordine del giorno approvato all'unanimità dal direttivo: "Non ci sono nemici e avversari, ma due mozioni alternative". L'organizzazione si impegna a rispettare il principio "una testa un voto". Sulle polemiche: "In qualche caso al di là del buon senso"
Il comitato direttivo della Cgil ha approvato oggi all'unanimità un ordine del giorno proposto dal segretario generale Guglielmo Epifani, che impegna tutta l'organizzazione a completare il percorso congressuale sulla base delle regole approvate e ispirate al principio "una testa un voto". E' quanto si legge in una nota della Cgil. Il direttivo chiede a tutte le strutture della CGIL di lavorare - anche attraverso il congresso - alla preparazione e riuscita dello sciopero generale del 12 marzo.
Il XVI congresso della Cgil, come quelli precedenti, ha detto Epifani nella sua comunicazione al direttivo, "si svolgerà sulla base del principio della sovranità assoluta degli iscritti all'organizzazione", secondo la regola "una testa, un voto". Epifani ha ricordato che le regole democratiche del congresso sono state votate all'unanimità dal direttivo e ha indirizzato a tutti l'invito a "riconoscersi nel risultato del congresso, quale che esso sarà. In questa organizzazione - ha sottolineato Epifani - non ci sono nemici e avversari: ci sono due mozioni alternative e attraverso il voto gli iscritti della Cgil sono chiamati a decidere identità e programma che saranno validi per tutta l'organizzazione".
In questa fase, ha sottolineato Epifani, "nessuno sa come finirà il congresso, nessuno ha dati in proposito mentre si stanno svolgendo le assemblee congressuali. Questi sono giorni cruciali e tutti devono impegnarsi affinchè i congressi si svolgano al meglio e questo significa fare discussioni serie sul merito delle proposte avanzate escludendo modalità che scoraggino o dividano i nostri iscritti, con il rischio di lasciare poi segni profondi sull'organizzazione".
A proposito ad alcune polemiche sorte nei giorni scorsi, "che sono andate in qualche caso al di là del giusto, dell'accettabile e del buon senso", Epifani ha ricordato che le decisioni assunte dalla commissione di garanzia hanno mirato a salvaguardare, nel contesto di un congresso in cui si contrappongono due mozioni, la rappresentatività scrupolosa del voto degli iscritti interpretando in questo senso l'intesa con la categoria dei pensionati, che attribuisce una ?quota di solidarietà' dei propri delegati all'insieme della confederazione "e non alle categorie". "La scelta della commissione di garanzia non cambia il rapporto fra voti e delegati e consente di non alterare il voto democratico. Al termine del processo congressuale il voto degli iscritti sarà rappresentato esattamente nella platea dei delegati così come nella composizione degli organismi dirigenti".
Fino ad oggi, per le circa 15.000 assemblee svolte, ha poi rilevato Epifani, sono stati presentati alle commissioni di garanzia ricorsi in misura molto minore rispetto al congresso precedente, quando non si fronteggiavano due mozioni alternative e in buona parte le decisioni delle commissioni sono state prese all'unanimità; molte altre a maggioranza ma non in base agli orientamenti dei componenti le commissioni rispetto alle mozioni. E le commissioni di garanzia sono le sedi alle quali indirizzare ogni eventuale ricorso, sulla base dell'indispensabile "fiducia e rispetto" verso tali organismi.
Il segretario generale ha ricordato il contesto nel quale si svolge il congresso, la grave situazione economica, le molte aree di crisi aziendale, la campagna per un fisco più giusto e lo sciopero generale del 12 marzo. "Sono sempre convinto che un tale contesto avrebbe richiesto un congresso unitario e una diversa modalità di discussione. Ma il congresso è comunque un grande processo democratico che può prevedere articolazioni dialettiche più complesse; sta alle responsabilità di tutti vivere questo processo all'altezza di quello che tutti rappresentiamo".
Il direttivo si è tenuto dopo che i componenti della seconda mozione, "La Cgil che vogliamo", avevano abbandonato la commissione di garanzia denunciando irregolarità nel percorso congressuale. Il segretario organizzativo Enrico Panini aveva replicato alle accuse definendole "prive di ogni fondamento".
Nel direttivo odierno - fa sapere Domenico Moccia, primo firmatario della seconda mozione - i componenti de "La Cgil cher vogliamo" hanno votato a favore dell'odg Epifani "perché contenente tre affermazioni politiche di grande rilievo che sono state fermamente richiamate all'attenzione dell'insieme dell'organizzazione. La prima è che le regole vanno rigorosamente rispettate. La seconda è che le platee congressuali a tutti i livelli saranno assolutamente rispettose del voto individualmente espresso . La terza è l'impegno comune in vista dello sciopero generale del 12 marzo. Verificheremo a partire da domani come, effettivamente, questi impegni verranno concretizzati".