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Pescara, 28/04/2026
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Data: 03/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cgil Abruzzo: «Auto e moto, un settore al collasso. Lavoratori a casa, nessun segnale di ripresa». Val di Sangro, le fabbriche dei disoccupati - Speciale multimedia(Guarda il video)

PESCARA - Ridare ossigeno al settore auto e moto, polmoni industriali sfiancati dalla crisi economica e dal rischio-fuga delle multinazionali. Alla vigilia dello sciopero Fiat che per quattro ore coinvolgerà oggi anche le tute blu della Val di Sangro, la Cgil Abruzzo è tornata a lanciare l'sos all'agenda della Regione. «Nel comparto industriale la situazione sta diventando catastrofica -dice il segretario regionale della Fiom Cgil, Nicola Di Matteo- Il grosso dell'economia regionale è legata alle grandi fabbriche, dove nel 2009 sono scattati gli ammortizzatori sociali, e senza che ci siano segnali di ripresa per quest'anno: la Sevel ha già sfruttato il 50% delle settimane di cassa integrazione ordinaria a disposizione e altre aziende hanno già dovuto ricorrere alla straordinaria».
Auto e moto, i pilastri attorno a cui l'Abruzzo si giocherebbe la sopravvivenza. Perché, tra occupazione diretta e indiretta, attorno a Honda e Sevel, si muovono 15mila lavoratori della Val di Sangro. Ma, spiega Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil, «tenendo conto anche dell'indotto terziario, i posti di lavoro coinvolti arrivano a centinaia di migliaia». «Il grosso dell'occupazione è legato alle produzioni Fiat -dice Di Matteo- , con i 6.400 lavoratori della Sevel ed altri, come i 200 operai della San Marco di Atessa, che ruotano attorno alla Fiat». Allargare le settimane di cassa integrazione ordinaria, da 52 a 104; aumentare gli stipendi dei cassintegrati per far ripartire la ruota dei consumi; inserire furgoni e moto nel pacchetto degli incentivi: questo chiede la Cgil a Governo e Regione. «Al governatore Chiodi, finora assente, chiediamo un impegno sui tavoli nazionali per gli incentivi a furgoni e moto -dice Di Cesare-, per risollevare il comparto che in Abruzzo continua a perdere quota. Se pure, nella migliore delle ipotesi, la Sevel nel 2010 dovesse godere di una ripresa, le perdite di mercato rimarrebbero comunque pesanti rispetto al 2008, quando la produzione era stata di 257mila furgoni, scesi a 117mila nel 2009. E in questo inizio anno i segnali non sono incoraggianti, se Sevel ha già annunciato per la prossima settimana la ripresa dela cassa integrazione». «Sevel nel 2008 ha perso 1.400 posti di lavoro -continua Di Matteo- e se la situazione non migliorerà, la preoccupazione per le industrie della regione è che si arrivi ad altri tagli. Honeywell ha già annunciato 120 esuberi. Chiediamo alla Regione di aprire un tavolo di confronto tra istituzioni, sindacati e politica per studiare strategie di rilancio del settore industriale, tamponare l'emergenza e pianificare il futuro».
In crisi di ossigeno anche il Pescarese con 191 lavoratori Merker in cassa integrazione straordinaria e il 98% delle aziende in cassa ordinaria. Con il rischio che, con il colpo della crisi, si arrivi alla fuga di colossi e multinazionali, dall'Abb che ha annunciato di voler andar via da Loreto Aprutino alla Samputensili di Ortona. «Samputensili del gruppo Maccaferri è una delle ultime multinazionali ad aver annunciato la prossima chiusura di tre stabilimenti in Italia, tra cui quello di Ortona, avviato appena 18 mesi fa -spiega Di Matteo- : sono 140 i lavoratori a rischio». Del caso-Samputensili si parlerà lunedì a Ortona in un Consiglio comunale aperto. «La fuga delle multinazionali è un grave pericolo per il tessuto economico della regione, già ripiombata nel Mezzogiorno -conclude Di Matteo- Oltre alla perdita di posti di lavoro diretti a soffrirne sarà tutto l'indotto che ruota attorno ai poli industriali, e le piccole aziende rischiano il fallimento».

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