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Pescara, 28/04/2026
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Data: 03/02/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Mal di traffico, si corre ai ripari - Inquinamento. Fiorilli vara una serie di iniziative per combattere il proliferare di micropolveri nell'aria che hanno superato la soglia di tolleranza per un numero di giorni ben al di là delle previsioni di legge

Il livello di inquinamento atmosferico a Pescara ha superato per quasi cento giorni in un anno il limite massimo. La legge obbliga le Amministrazioni comunali a chiudere al traffico dopo il 35esimo giorno in cui il Pm10 (le famigerate polveri sottili) vanno oltre la tolleranza. L'assenza di vento e di piogge acuisce il fenomeno della diffusione delle polveri sottili nell'aria, quindi urge prendere provvedimenti, così come stanno facendo a Milano, Torino, Firenze e Roma. Il Comune di Pescara ha chiuso la città alle auto solo una volta, l'8 dicembre scorso, e solo in una parte della città. Ora l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli raccoglie le sollecitazioni e annuncia una serie di iniziative da attuare a breve e media scadenza: «Rivisitazione del traffico urbano, dividendo la città in micro-zone per consentire interventi tempestivi sulla viabilità, accelerazione delle procedure per dotare il territorio di parcheggi e, nell'immediato, l'ipotesi di chiusure al traffico notturne nel fine settimana, quando la viabilità è ovviamente molto intensa, studiando comunque forme di mobilità alternativa per i più giovani, come l'istituzione di bus navetta, e lasciando aperti e accessibili i parcheggi golenali, per consentire comunque ai ragazzi e agli utenti di raggiungere i luoghi di ritrovo, come il centro storico. Un progetto già operativo in altre città, prime fra tutte Roma, e che ora è allo studio dei nostri uffici tecnici, che sottoporremo anche all'esame degli operatori economici». Alla base, però, deve esserci un nuovo Piano urbano del traffico: «Divideremo la città in micro-zone: in altre parole eseguiremo in ogni area della città degli studi rapidi sui possibili interventi necessari per snellire e fluidificare la viabilità, studi limitati a piccole zone in modo da poter subito applicare concretamente le modifiche previste su carta con iniziative reali. Si tratta sicuramente di una procedura molto più immediata rispetto alla prospettiva di dover attendere la redazione di un nuovo Piano urbano del traffico, uno strumento che comunque andremo a redigere, ma che inevitabilmente, vista la sua complessità, richiede tempi lunghi e più farraginosi. A media scadenza realizzeremo i parcheggi nelle sette aree già individuate nel Programma triennale dei lavori pubblici parere e quindi con le associazioni di categoria alle quali chiederemo collaborazione per riportare a regime la qualità dell'aria». L'idea di affrontare il problema ripartendo la città in micro-aree fa già discutere ed è considerata un provvedimento tampone da chi vorrebbe dall'Amministrazione comunale la sollecita redazione di un nuovo Piano traffico, quindi uno strumento più articolato e organico sul futuro della mobilità cittadina.

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