I sistemi di trasporto di tipo ettometrico (scale mobili, ascensori, funicolari, tapis-roulant, minimetrò, funivie) aiutano le aree urbane a far funzionare meglio e in modo più sostenibile gli spostamenti e la mobilità delle persone e delle merci. Nelle città con notevoli dislivelli sono sempre più frequenti il ricorso a sistemi di trasporto a fune. In Europa (e in Abruzzo) le funivie sono conosciute prevalentemente come mezzo veloce e affidabile per il trasporto in montagna. Guardando oltre si possono scoprire anche impieghi completamente diversi. In varie città del mondo le funivie vengono utilizzate nel campo del trasporto pubblico per completare in modo ottimale i sistemi di trasporto esistenti. Gli esempi più noti si trovano tra l'altro a Caracas, a Medellin, a New York.
La funivia apre un nuovo livello nel trasporto, sorvola le strade rendendosi indipendente dagli ingorghi ed è così notevolmente più veloce del traffico veicolare. Inoltre, considerato il moto continuo delle cabine, il passeggero può salire in ogni momento senza tempi di attesa e viaggia velocemente e in modo ecologico. Il costo di un impianto funiviario è di gran lungo inferiore a qualsiasi altro sistema di trasporto di tipo metropolitano e può servire un numero di passeggeri molto alto, oltre le 3000 persone per ora.
A Chieti è possibile fornire una risposta forte al tema dello sviluppo di una mobilità efficiente e sostenibile, attraverso la realizzazione di un sistema di funivie che colleghi lo scalo con il centro storico. Le funivie (lunghe ognuna più di due chilometri) possono partire dal Terminal bus posto sotto piazza San Giustino e arrivare, la prima nella zona Università ospedale, la seconda nella zona stadio e la terza nella zona stazione ferroviaria. Appare superfluo sottolineare gli effetti positivi che possono derivare dalla realizzazione di un tale progetto, per questo basta affidarsi alla propria immaginazione che, tuttavia, solo chi conosce bene la città di Chieti può sviluppare a pieno.
Una città più sostenibile è possibile. Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, su questo giornale, in un intervento di grande respiro, ha delineato il senso generale, sociale e politico, di una città sostenibile, fondandola sui principi della solidarietà, della responsabilità, della sussidiarietà e della partecipazione. Credo che la proposta sopra illustrata possa essere utile a rendere più vivibile e accessibile Chieti, cioè più sostenibile. Come recita una nota facilmente rintracciabile su internet: «Chieti è fra le più antiche città d'Italia, persino 500 anni più antica di Roma. Le sue origini storiche si confondono con la mitologia; si narra infatti che fu fondata dall'eroe Achille, che la chiamò Teate in onore di sua madre».
Al di là delle leggende resta la condizione attuale della città che non rende affatto onore al suo passato. Tornano allora le parole di Bruno Forte: «Chieti ha bisogno di un sussulto di responsabilità da parte di tutti e di ciascuno, a cominciare dai protagonisti della politica e dell'amministrazione». Non ci sono forse le elezioni a marzo per eleggere il nuovo governo della città?