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Pescara, 24/04/2026
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Data: 04/02/2010
Testata giornalistica: L'Unit
Liberalizzazioni - Ataf apre ai privati Faisa favorevole, Cgil cauta. L'azienda fiorentina di trasporto pubblico studia l'opportunità dell'ingresso di nuovi azionisti

Sullo sfondo appare il modello Genova. dove l'azienda di bus pubblici è statavia via "privatizzata" per ripianare i debiti e i deficit nel bilancio. Gheri: «Non sia più un tabù l'ingresso di capitali privati». Operazione rilancio, Ataf pensa di aprire ai privati. Un'opzione che l'azienda di bus pubblici fiorentini, che sta faticosamente cercando di sistemare i conti dopo i deficit degli anni passati, valuta per il rilancio industriale. I capitali privati potrebbero arrivare anche al 40% delle quote di Ataf, attualmente controllata per più dell'80% dal Comune di Firenze e il resto dai comuni dell'hinterland. Il presidente dell'azienda, Filippo Bonaccorsi, l'altro giorno si è recato a Genova, per approfondire i contatti con una ditta che opera nel campo delle paline intelligenti (di cui Firenze sarebbe intenzionata a dotarsi). Ma Genova è anche il primo comune italiano che ha aperto l'ingresso ai privati nella sua azienda pubblica di bus, l'Amt. Che, come si vede nella scheda a fianco, è stata pioniera nella strada di cercare l'aiuto di capitali privati per coprire i debiti. Firenze sta studiando il modello Genova? Ad Americo Leoni, sindacalista Faisa Cisal di Ataf, l'idea non spaventa: «Io sono aperto a questa ipotesi, d'altra parte coi conti della nostra azienda può essere una strada obbligata. Non credo che in questa eventualità peggiorerebbero le condizioni per sindacati e utenti. Il problema di Ataf è sempre stato che comanda la politica». Più cauto Daniele Crescioli, sindacalista Cgil di Ataf: «Per noi la stella polare è l'aggregazione delle aziende di trasporti a livello metropolitano, e l'ingresso di privati in Ataf non la precluderebbe, anche se auspichiamo che la maggioranza delle quote resti sempre pubblica. Certo, è difficile che un privato entri in un'azienda solo per ripianare i debiti, vorrà anche guadagnarci. Prima di tutto comunque serve che Ataf diventi appetibile e funzionale come azienda». Chi è contro l'ingresso di privati in Ataf «senza se e senza ma» è il consigliere provinciale di Rifondazione Comunista Andrea Calò, che collega la questione anche alla polemica avvenuta nell'ultimo consiglio provinciale: «Dietro i falsi conflitti tra enti e i rumori, su Ataf ci sono zone d'ombre che ci fanno temere un piano di cessioni di quote ai privati. Le privatizzazioni non portano più servizi e non accrescono l'affidabilità. Noi chiediamo chiarezza sulla gestione e il mantenimento dell'interesse pubblico, accanto a un serio piano di risanamento e trasparenza. In tal senso, vogliamo che Bonaccorsi venga finalmente, come gli abbiamo più volte chiesto, in audizione nelle commissioni consiliari provinciali». LA PROPOSTA DI GHERI Il tutto, senza dimenticare che il primo a lanciare la proposta di aprire Ataf ai privati è stato Simone Gheri, sindaco di Scandicci, che circa un mese fa disse a l'Unità : «Smettiamo di ritenere tabù l'ingresso di nuovi soci, se questo potrebbe servire a fare l'azienda più forte, efficiente e competitiva». E Palazzo Vecchio che ne pensa sul tema? «Nessuna strada è preclusa», dice l'assessore fiorentino a bilancio e partecipate, Angelo Falchetti. Che spiega: «Il problema dei conti di Ataf è la cronicità, i debiti vengono da lontano. Ma la nuova gestione di Bonaccorsi sta risanando, nelle prossime settimane sarà chiuso il bilancio». Intanto, in Ataf sono scattate le nuove disposizioni che prevedono la salita soltanto dalla porta anteriore e l'obbligo di esibire il titolo di viaggio al conducente dopo le 21. Contemporaneamente, Ataf ha potenziato la verifica di abbonamenti e biglietti in orario notturno: in due sere, i controllori hanno lavorato su 32 corse (con particolare attenzione alle linee 6, 14, 17 e 23) stilando 46 verbali e fornendo supporto agli autisti. Ma i Cobas dell'azienda non ci stanno e dicono a Bonaccorsi che gli autisti non sono tenuti a fare obbligatoriamente anche le funzioni di controllo dei titoli di viaggio.

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