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Pescara, 24/04/2026
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Data: 05/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Zaia vuole quasi mezzo milione dalla Pezzopane. Il ministro avvia una causa civile per le dichiarazioni della presidente al Chiambretti Night

Non ha mai dimenticato, ha atteso dieci mesi e, poi, ha intentato una causa civile per diffamazione. Il Ministro contro la presidente della Provincia dell'Aquila: quasi il titolo di un film sullo scontro tra l'uomo di governo del centrodestra e la donna leader del Pd abruzzese, se non fosse che si consuma sulle macerie lasciate dal terremoto. Uno sfondo reale, colorato da sentimenti forti e parole comprensibilmente in libertà, che, per la verità, dovrebbe rendere effimera e, forse inopportuna ed esagerata, la battaglia legale iniziata dal ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, accusato da Stefania Pezzopane, nel corso della trasmissione tv "Chiambretti Night", di essersi limitato a una visita fugace ai terremotati di Onna dopo il sisma. La Pezzopane aveva dichiarato che il Ministro, a Onna, era sceso dall'elicottero, aveva fatto un'intervista e poi era risalito alla volta di Roma, senza «aver dato neppure una guardatina». Zaia, ieri, ha anticipato all'Ansa di aver notificato l'atto di citazione e aver chiesto un risarcimento di 440.000 euro, pari a un euro per ogni spettatore, in media, della trasmissione di Chiambretti. Il Ministro aveva già replicato alla Pezzopane di «dire solo bugie» e preannunciato l'arrivo di una querela, sulla base della testimonianza della Forestale che lo aveva accompagnato nella sua lunga visita alla tendopoli, alle case devastate e agli allevamenti distrutti e dei giornalisti e fotografi che l'avevano seguito. Il Ministro ha anche dichiarato: «La presidente della Provincia dell'Aquila ha imbastito nei miei confronti un attacco incomprensibile, se non dal punto di vista elettorale e politico, fondato sulla menzogna. Lo ha fatto speculando cinicamente sulla tragedia che ha colpito gli abruzzesi. A loro sarà devoluto il risarcimento danni che la presidente dovrà pagarmi all'esito della causa civile». Zaia ha precisato, infine, di aver aspettato a presentare la denuncia perché, dopo le sue repliche, la Pezzopane aveva annunciato una querela nei suoi confronti. «Una notifica che ho aspettato invano nei novanta giorni previsti - ha commentato -. Mi chiedo, a questo punto, se la Pezzopane avrà detto la verità almeno sulla querela». «Non so che dire, no comment» sono le prime parole della Pezzopane, sorpresa e stupita. Poi, però, passa al contrattacco sagace: «Negli ultimi 90 giorni sono stata impegnata con le note urgenze del mio territorio, compresa la questione dello zuccherificio di Celano e la grave crisi degli agricoltori e allevatori. Ora capisco da cosa era distratto il ministro all'Agricoltura...». E aggiunge: «Ho evitato di querelarlo a tempo debito perché, sbollita la rabbia, ho raccolto l'invito alla concordia a cui il Governo, per bocca del presidente del Consiglio, si appellava». «Sarebbe sembrato schizofrenico da una parte collaborare per la concordia e dall'altra portare un membro del Governo in tribunale - conclude -. Così non ha ragionato il ministro Zaia, preso dal partito dell'odio e da una evidente ossessione per la mia persona. Ho l'impressione che a Zaia questa querela serva per conquistare la scena nel momento in cui si candida alle regionali in Veneto. Ma il suo intervento è talmente aggressivo e spropositato che non è più ignorabile. Provvedo immediatamente a controquerelare per le nuove affermazioni e chiederò un risarcimento di 1,5 milioni, che devolverò agli agricoltori in difficoltà. Un euro per ogni abruzzese offeso dall'inutile politica del pettegolezzo e della violenza verbale». Si sarebbe potuto evitare di esasperare i toni della polemica, considerati il momento e la tragedia sullo sfondo, ma tant'è e, allora, saremo costretti ad assistere a una telenovela legale!

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