AVEZZANO - Ancora sotto processo la linea ferroviaria Roma - Pescara. «Può un fusibile del costo di cinquanta centesimi tenere bloccato per circa sessanta minuti un treno che riporta a casa centinaia di pendolari?»
Sembra proprio di sì, ce lo fanno sapere i pendolari della tratta Avezzano - Roma, quelli che si alzano presto la mattina e, se tutto va bene, arrivano a casa alle venti e quindici che ormai hanno preso come punto di riferimento il giornale per informare l'opinione pubblica su quanto accade su questa linea ferrata. Ecco il fatto che ha dell'incredibile. «Nel terzo millennio, scrive il pendolare Daniele Luciani, con treni che costano milioni di euro (vedi gli Eurostar), può succedere anche questo». Dopo il lunedì scorso, che definire "nero" è poco, continua Luciani, «l'altro giorno il treno 2376 in partenza da Roma Tiburtina alle 18,35, ha accumulato circa sessanta minuti di ritardo per colpa di un fusibile bruciato che impediva la manovra di chiusura delle porte».
Dopo tante ricerche e telefonate - riferisce il pendolare - «intercorse con gli esperti tecnici di Trenitalia si è scoperto che il responsabile della mancata chiusura delle porte era un piccolissimo "fusibile"; lo ha rilevato il tecnico intervenuto per la riparazione e, per fortuna, ne aveva uno dico uno solo nella sua borsa degli attrezzi e così, ci ha consentito di poter partire».
E poi, l'interessato si lascia andare in un piccolo sfogo per attenuare la rabbia: «Che vergogna, mentre Moretti compra treni nuovi per la Tav, noi pendolari di questa linea dimenticata da tutti, scendiamo sempre più giù nella scala dei....."demeriti"...di Trenitalia, con treni sporchi e schifosi, che si rompono per un nonnulla e ci lasciano a piedi; intanto però, gli abbonamenti sono aumentati di prezzo».
Il treno degli studenti, continua ad arrivare ad Avezzano in ritardo. Giovedì scorso, il treno 2371 (l'unico attestato a Termini), con partenza da Avezzano prevista alle 7,53, è partito con circa quaranta minuti di ritardo, scaricandone una buona parte sul treno degli studenti che è giunto ad Avezzano con circa mezz'ora di ritardo. Queste cose, forse, non interessano a nessuno, neanche all'assessore regionale ai Trasporti, del quale non conosciamo la posizione sul problema della mobilità dei marsicani verso la Capitale.
Accanto alla protesta di Luciani anche quella di A.F. pensionato romano ex Cgil trasporti che scrive: «Ma non è compito dell'assessore regionale ai trasporti risolvere un problema così importante strigliando a dovere chi gestisce il trasporto su una linea così importante? O non è importante una ferrovia che collega l'Adriatico al Tirreno attraversando un territorio ad alto rischio sismico e che, dunque, ha bisogno dei treni come il pane? Ha ragione il sindaco di Sulmona quando ha chiesto la Tav al suo ministro prendendolo bellamente in giro»