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Pescara, 24/04/2026
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Data: 06/02/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Caso Boffo, il Papa sta valutando di intervenire. I veleni. Dietro il falso dossier contro l'ex direttore di Avvenire c'era una manovra per colpire la Cei?

ROMA. Un dossier in Vaticano sul caso Boffo? «Ovviamente il Santo Padre legge i giornali e sa quello che succede». Il portavoce della sala stampa vaticana, padre Lombardi, risponde così alle insistenti domande sui presunti veleni all'interno della Chiesa ai quali la stampa sta danno ampio spazio in questi giorni.
Veleni che finora erano solo voci ma che sono riemersi dopo il pranzo "riparatore" tra l'ex direttore di Avvenire, Dino Boffo e il direttore del Giornale, Vittorio Feltri. La guerra tra i due portò alle dimissioni cinque mesi fa dello stesso Boffo, accusato di molestie dal quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi. Accuse rivelatesi poi infondate.
Oggi si fanno sempre più insistenti le voci che a passare al direttore del Giornale il falso dossier sarebbe stato «un alto esponente» della Santa Sede. Attraverso il direttore di Avvenire, secondo la ricostruzione, si voleva colpire una parte della gerarchia, quella legata al presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, messa in contrapposizione al segretario di Stato monsignor Tarcisio Bertone.
Una manovra ben precisa di indebolimento, uno scontro ad altissimo livello tra le due personalità più importanti della Chiesa italiana. Si capisce dunque la preoccupazione di Benedetto XVI che «legge ovviamente i giornali» come ha spiegato padre Lombardi.
Più esplicito (anche se poi ha voluto minimizzare le sue dichiarazioni) monsignor Arrigo Miglio, responsabile della Conferenza episcopale per i problemi del lavoro, quando ha spiegato che «la Chiesa sarebbe molto più danneggiata se quando ci sono cose che non vanno, tentasse di nasconderle». «Ma era solo un richiamo evangelico» ha precisato dopo.
Ma il Santo Padre è «molto attento al caso» come lo descrivono coloro che calcano quotidianamente il Palazzo Apostolico, tanto che starebbe meditando un intervento «discreto ma preciso». Specie ora che il muro di silenzio durato per tutta l'estate si sarebbe in parte incrinato, con una schiera sempre più folta di alti prelati a chiedere più chiarezza.

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