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Pescara, 15/05/2026
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Data: 09/09/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Il centrosinistra difese le poltrone» De Matteis (Udc): Ds e Cgil bloccarono la legge di riforma

PESCARA. «Nel resto d'Italia presidente della un consorzio acquedottistico e il parallelo ente d'ambito servono mediamente 500 mila cittadini. In Abruzzo, con un milione e 200 mila abitanti, abbiamo 16 presidenti, 16 consigli di amministrazione, con oltre un centinaio di consiglieri». Sui costi di gestione dell'acqua questa volta è il centrodestra a indicare sperperi e mega stipendi degli amministratori del cosidetto «partito dell'acqua». Partito potente e influente che ha mandato in rosso i bilanci degli Enti per milioni di euro, debiti che i cittadini dovranno ripianare pagando bollette più salate.
Ie ieri nella stampa della Regione si sono dati appuntamento sia amministratori regionali dell'Udc, con Giorgio De Matteis e Mario Amicone sia quelli di An, con l'ex presidente della giunta regionale, Giovanni Pace.
I gruppi di An e Udc, è stato detto annunciato ieri mattina, presenteranno in Consiglio regionale due distinte proposte di legge che ricalcano un ddl approvato nel febbraio 2001 dalla precedente giunta regionale, per la creazione in Abruzzo di un unico Ambito territoriale ottimale (Ato) e di un unico ente di gestione del servizio idrico. Attualmente vi sono sei Ato e dieci società di gestione. Non solo, l'Udc chiede anche una Commissione regionale d'inchiesta per verificare i conti, i bilanci e i progetti degli Ato e delle Aca. La questione però non è certamente solo tecnica e, ieri dal centrodestra sono risuonate accuse verso il centrosinistra. Per Giorgio De Matteis, capogruppo dell'Udc ed ex assessore regionale alle infrastrutture nonchè estensore del ddl del 2001, «quel provvedimento prevedeva un ente d'ambito unico, l'autorità regionale per il controllo sulla gestione delle acque, l'osservatorio regionale e altri accorgimenti specifici che avrebbero regolamentato in maniera efficiente il settore». Ma non fu possibile approvarlo «per la fiera opposizione di chi, come il consigliere regionale Ds, Gianni Melilla, la Cgil e tanti altri nel centrosinistra, si oppose dicendo che in tal modo i Comuni sarebbero stati espropriati della gestione delle reti idriche. Sono esattamente coloro che, oggi, auspicano un ente d'ambito unico. Siamo di fronte a coccodrilli della politica».
L'Udc ha anche rimarcato, quelle che chiama lotte di potere. De Matteis, infatti, vede «uno scontro interno ai Ds, in particolare tra Melilla e il capogruppo Donato Di Matteo». De Matteis, insieme al consigliere Mario Amicone (Udc), ha criticato anche il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, il quale nelle scorse settimane aveva auspicato la creazione di un unico ente d'ambito. «Forse non sa», ha detto De Matteis, «che il suo attuale assessore al servizio idrico integrato, Mimmo Srour, all'epoca era presidente del coordinamento degli Ato, che fu tra i più fieri oppositori alla riforma». Inoltre, nelle direttive per la razionalizzazione del servizio idrico, presentate da Srour nei giorni scorsi, secondo De Matteis «si concentra l'attenzione sulle società di gestione, che sono il vero problema, non sugli enti d'ambito che, dopo la firma degli accordi di programma quadro con il Cipe, l'assunzione di mutui e l'avvio di progetti, è ora difficile ricondurre a unità». Per Giovanni Pace, invece, il ddl non fu approvato nella precedente legislatura, perchè «la legislazione in materia, sia nazionale sia comunitaria, era in evoluzione e il Consiglio ritenne che fosse il caso di aspettare. Ora la normativa è definita in sede nazionale ed europea». Con tale meccanismo si ridurrebbe la commistione impropria tra soggetti fotocopia come gli enti d'ambito nonchè la politicizzazione degli incarichi, unificando la programmazione.

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