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Pescara, 24/04/2026
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Data: 08/02/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pdl spaccato perde due consiglieri. Pastore e Catone non trovano l'intesa, Lerri e Marinucci vanno via. Mascia, sette mesi turbolenti







Nel partito parte la resa dei conti Sabato si riunisce il coordinamento Poi il senatore convoca tutta la coalizione

ANDREA BENE

PESCARA. Il Pdl perde Lerri e Marinucci e scende da 14 a 12 consiglieri in Comune. Il tentativo di far rientrare lo strappo dei due catoniani è fallito. Ieri mattina, Pastore e Catone hanno parlato a lungo, ma l'accordo non è stato raggiunto.
Il senatore e coordinatore cittadino del Pdl Andrea Pastore ha provato in tutti i modi a convincere il deputato del suo stesso partito Giampiero Catone a far rientrare nel gruppo i due dissidenti Domenico Lerri e Livio Marinucci. Ma i due consiglieri hanno già formato il nuovo gruppo, chiamato Democrazia per le autonomie, che farà comunque parte del centrodestra. L'immagine che ne è esce è quella di una maggioranza con grossi problemi. Anche l'Udc ha lanciato un segnale di malessere nei confronti di un'amministrazione, definita «monocolore». E in questa situazione di liti e spaccature la coalizione si prepara ad affrontare un appuntamento importante, l'esame del bilancio in consiglio.
INCONTRO AL BAR L'incontro tra Pastore e Catone è avvenuto al Caffè Saquella. Poi, è proseguito nello studio del senatore. Il dialogo tra i due parlamentari è stato molto cordiale. Catone ha spiegato a Pastore le ragioni che hanno portato i due consiglieri catoniani a lasciare il Pdl e ha poi allargato il discorso a tutta la regione.
PARLA CATONE «Credo che si sia sottovalutato un problema per colpa di qualche ragazzino che si crede Berlusconino», ha detto il deputato, forse riferendosi al capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, «Lerri e Marinucci sono usciti dal Pdl per dignità politica. Non si può stare nella maggioranza solo per schiacciare un pulsante in consiglio». Catone ha poi aggiunto: «Il nuovo gruppo è nato per dignità politica e non per motivi di poltrone, perché i due consiglieri non hanno bisogno di niente». «Ad Andrea ho detto che bisogna mettersi una mano sulla coscienza», ha affermato, «il Pdl sta implodendo in Abruzzo, perché gli unti dal "Signore" si credono uguali al "Signore"».
PASTORE PREOCCUPATO Il senatore non ha nascosto la sua preoccupazione per ciò che è accaduto. «E' una situazione imbarazzante», ha fatto presente Pastore, «la nascita di un nuovo gruppo, anche se farà parte della maggioranza, complica le cose. Non posso attribuire a nessuno la colpa di ciò che è successo, ma è certo che se l'avessi saputo prima, sarei intervenuto per bloccare in tempo la cosa». «Sabato prossimo si riunirà il coordinamento cittadino al Duca D'Aosta e il problema verrà affrontato», ha continuato, «convocherò poi una riunione di maggioranza».
L'ultima dichiarazione è arrivata da Lerri: «Ce ne siamo andati dal Pdl per una questione di rispetto. Non siamo stati mai presi in considerazione e ci siamo trovati molto spesso davanti a decisioni già prese».

Mascia, sette mesi turbolenti
Da Teodoro a Masci, ecco le tappe degli scontri

PESCARA. Liti, scontri, rotture su appalti e poltrone. Forse, una maggioranza così turbolenta a Pescara non c'è mai stata. In 7 mesi di governo della città, il sindaco Luigi Albore Mascia si è trovato ad affrontare e a superare diverse crisi, come un timoniere in mezzo alla tempesta. Liste civiche e partiti non gli hanno dato tregua. Il Centro ha provato a riassumere in sedici tappe gli scontri nel centrodestra in Comune.
6 luglio 2009. La consiliatura parte subito male con una lite tra il sindaco, che sta formando la nuova giunta e Gianni Teodoro, che non si accontenta degli incarichi ricevuti. Quest'ultimo rientrerà in giunta più tardi, dopo un accordo in extremis. 2 ottobre. Carlo Masci accusa la giunta di immobilismo. 20 ottobre. Primo scontro diretto tra Masci e Teodoro sulle nomine. Teodoro riesce ad ottenere la nomina a dirigente ai lavori pubblici del suo braccio destro Antonio Biase, creando forti dissapori da parte di Masci e della sua lista civica Pescara futura. 30 ottobre. Lo scontro tra Masci e Teodoro si estende anche alle opere pubbliche. Nasce una prova di forza tra i due sugli interventi da inserire nel Piano triennale. 4 novembre. Teodoro minaccia di riconsegnare deleghe e incarichi se non verrà accontentato sulle opere pubbliche. 9 novembre. Mascia e i vertici del Pdl convocano una riunione di maggioranza per bloccare la falla. Si riesce, con mille compromessi, a mettere d'accordo Masci e Teodoro, inserendo nel Piano triennale delle opere pubbliche tunnel sottomarini e parcheggi faraonici. La giunta riesce finalmente ad approvarlo. 11 novembre. Masci riapre lo scontro su appalti e poltrone, perché la gestione di Teodoro non lo soddisfa affatto. 14 novembre. Masci lancia un ultimatum ad Albore Mascia per costringerlo a ridimensionare i poteri dell'assessore Teodoro. 15 novembre. Siamo all'apice dello scontro tra Masci e Teodoro. Pescara futura detta le condizioni al sindaco, il quale convoca una riunione di maggioranza.
24 dicembre. Vigilia di Natale di fuoco. Teodoro riconsegna le sue deleghe, Pignoli e Di Noi si dimettono da vice presidente del consiglio e da presidente della commissione commercio, perché Mascia non vuole rinnovare il contratto a Biase.
3 gennaio scorso. Mascia va a parlare con Teodoro e gli annuncia la revoca dell'incarico di assessore. Scoppia una lite.
5 gennaio. Alfredo D'Ercole viene nominato assessore al posto di Teodoro e Biase viene sostituito con Tino Taraborrelli. Teodoro lascia il Pdl in Provincia.
18 gennaio. Il capogruppo Udc Vincenzo Dogali critica il Pdl in aula e parla di giunta monocolore. 3 febbraio. I consiglieri catoniani Lerri e Marinucci lasciano il Pdl e annunciano la costituzione di un nuovo gruppo. 5 febbraio. La Lista Teodoro annuncia in consiglio che non voterà alcune delibere. Ieri. Pastore prova a ricucire lo strappo con Catone per far rientrare i due dissidenti, ma non ci riesce.

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