«La maggioranza vacilla perchè priva di un progetto politico, c'è chi pensa a gestire il potere per il potere, Catone ha ragione su questo punto. E alla lunga questo vuoto rischi di pagarlo a caro prezzo».
Roberto De Camillis ha trovato il centro di gravità permanente. L'esponente della lista Pescara Città Ponte è pronto a smarcarsi approdando all'Api di Rutelli. «E' una buona base per prepararsi anche a livello locale al dopo Berlusconi» dice il consigliere comunale, che tuttavia mette subito in chiaro una cosa: «Non lascio il centrosinistra, guardo però a forze di centro che possano alimentare la possibilità di un'alternativa al centrodestra: e se il Pd vuole accomodarsi, farà bene a riallacciare legami con l'Udc.
Il nuovo grande centro è progetto che prende piede, cerca appoggi e consensi. A livello nazionale e locale. A Pescara la situazione comunale è in fermento e De Camillis è pronto ad approfittarne se ne avrà modo. Catone in questi giorni e Teodoro prima di lui hanno acusato la maggioranza del sindaco Albore Mascia di non saper dialogare con gli alleati, di imporre la propria voce in nome di un peso politico che pure è stato acquisito grazie al contributo di chi oggi non si ritiene considerato e ascoltato.Per comprenderne le possibili conseguenze basta farsi due conti: in Consiglio comunale il centrodestra ha una maggioranza data da sei consiglieri. Ma sommando i teodoriani Pignoli e Di Noi ai catoniani Lerri e Marinucci, aggiungiamo una Udc che pure non le manda a dire con Dogali (Di Biase è ingessato nel ruolo di presidente del consiglio), ecco che il vantaggio rischia d'essere azzerato al primo starnuto contrario.... «E' esattamente così - dice De Camillis - perchè più o meno tutti, lamentando scarsa visibilità e considerazione, contestano l'alleanza tra Pdl e Pescara Futura che li taglia fuori dalle decisioni che contano. Ma la verità è ancora peggiore ed è su quest'aspetto che la tenuta del centrodestra rischia di più...»
Sarebbe a dire? «L'alleanza tra Pdl e Pescara Futura finora ha portato più chiacchiere che idee. Lo ripeto: la città è ferma, per cui la questione non è tanto nella mancanza di confronto quanto nella paralisi amministrativa».
Il sindaco Albore Mascia non la vede così anzi: al microfono di Rete 8 ha detto di ben comprendere i motivi dello strappo che ha portato Lerri e Marinucci a fondare un gruppo autonomo dal Pdl ma ha anche detto di non sentirsi minacciato da loro che comunque continueranno a sostenere il centrodestra. «Mascia farebbe bene a prendere in mano la situazione senza più delegare le segreterie dei partiti: da sindaco può e deve farlo. Pensando a governare senza spaventarsi del fantasma di chi l'ha preceduto».
Mugugni, strappi, separazioni rivelano un malessere nel centrodestra che pare coinvolgere, a livello di responsabilità, Lorenzo Sospiri. Lui se n'è reso conto, teme d'essere diventato un bersaglio per cecchini al di fuori ma anche all'interno del suo stesso partito e mostra una tensione che rischia di rivelarsi controproducente in questa fase. Ricucire lo strappo con i dissidenti può essere facile o impossibile, dipende da come lui si muoverà d'ora in poi. A De Camillis basta uno spiraglio, una crepa per affondare il grimaldello. Magari con l'appoggio di Teodoro.
E' in arrivo la discussione sul bilancio e le fibrillazioni rischiano, al peggio, di far cadere il castello. «Se finisce così Albore Mascia dovrà prendersela solo con se stesso - conclude De Camillis -. Ma non ci credo, neppure il Pd vuole che succeda dal momento che non ha pronto il candidato sindaco. Neppure riesce ad eleggere il segretario di federazione...».