VENEZIA. Per monitorare costantemente da casa il proprio percorso pensionistico gli italiani riceveranno dallo Stato un fascicolo elettronico personale. «Uno strumento importantissimo» lo ha definito il ministro del welfare Maurizo Sacconi. «Il fascicolo elettronico - ha spiegato - sarà fornito dallo Stato, e ciascun cittadino potrà accedervi con una chiave d'accesso: conterrà il percorso dagli studi alla formazione al lavoro, alle cosiddette transizioni nella vita attiva. Vi si potrà calcolare continuamente la propria posizione previdenziale da sè, in modo agevole, quella pubblica, ma anche quella complementare». «Questo - ha concluso Sacconi - è uno strumento importante con il quale una persona responsabile può autorganizzare il proprio lavoro». Il ministro Sacconi ha poi annunciato che il governo sta lavorando «ad un rilancio della previdenza complementare, un percorso che però va costruito bene». «Al riguardo - ha aggiunto - dobbiamo creare le migliori condizioni perchè sia davvero l'occasione per accrescere la base partecipativa, soprattutto presso i più giovani, la base cioè dei partecipanti agli strumenti della previdenza complementare». «Per la Uil è importante che il ministro del Lavoro abbia sottolineato la volontà del governo di rilanciare una campagna d'attenzione sulla previdenza complementare». Lo afferma il segretario confederale del sindacato di via Lucullo, Domenico Proietti, aggiungendo che «al riguardo, la Uil auspica l'apertura di un tavolo con tutte le parti sociali al fine di affrontare le criticità riscontrate soprattutto nella piccola e media impresa». La Uil invita poi il governo ad «estendere l'opportunità della previdenza complementare a tutti i lavoratori del pubblico impiego che, fino ad oggi - dice - sono stati ingiustamente penalizzati».
«Il governo si sta svegliando dal lungo sonno della previdenza complementare. Mentre nel 2007, grazie alle iniziative del governo Prodi, il numero degli iscritti è aumentato di quasi 1 milione, nel 2008 c'è stato addirittura un leggero calo. Chiediamo al governo di prevedere, attraverso l'Inps, l'adozione della cosiddetta busta arancione che fornisca ogni due anni ai lavoratori, non solo il quadro dei contributi versati, ma anche la proiezione dell'assegno pensionistico pubblico al momento dell'uscita dal lavoro». Così Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera.