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Pescara, 26/04/2026
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Data: 10/02/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Strada Pendolo, gli errori nel progetto. Cancellati un tratto a 4 corsie e una rampa: ecco le carte che rivelano responsabilità

PESCARA. Progetti modificati dai tecnici all'insaputa dell'amministrazione. Espropri programmati e mai realizzati. Deviazioni del percorso che rischiano di snaturare l'intera opera pubblica. L'intervento della strada Pendolo, il raccordo veloce che collegherà i Colli con San Donato, si sta rivelando un pasticcio. Dall'esame delle carte emergono altre sorprese e, forse, delle responsabilità.
Intanto, maggioranza e opposizione hanno cominciato a litigare e a scambiarsi reciproche accuse per i problemi riscontrati in questa opera da 4,5 milioni di euro, che avrebbe dovuto essere inaugurata già l'anno scorso. I lavori, invece, sono all'inizio.
CANCELLATE DUE CORSIE Sono i due i grossi errori che rischiano di vanificare gli obiettivi della strada Pendolo, un'opera viaria a quattro corsie pensata una decina di anni fa per risolvere i problemi del traffico cittadino in centro. Il primo errore, stando alla ricostruzione fatta ieri dai tecnici, risalirebbe al periodo tra il 2003 e il 2007. Nel prg si prevede tuttora una strada a quattro corsie, ma nel progetto definitivo, lasciato in eredità all'attuale amministrazione, risulta un tratto a due corsie. Più precisamente, il braccio sud, progettato fino a via Aterno e quello nord, avrebbero dovuto essere collegati all'altezza del ponte Capacchietti con un asse riservato, sempre a quattro corsie. Questo tratto avrebbe comportato, a detta dei tecnici, solo l'abbattimento di una casa disabitata. All'improvviso, però, il percorso è cambiato ed è stato deviato verso il mare, finendo in mezzo al traffico urbano su una rotatoria a due corsie progettata in via Aterno.
SPARITA LA RAMPA La seconda modifica riguarda la rampa di uscita dall'Asse attrezzato su via Aterno, cancellata dalle carte. Quel braccio doveva servire alle auto provenienti da Chieti di entrare nella strada Pendolo per raggiungere il tribunale o i Colli, evitando così il traffico del centro. Nel progetto definitivo, presentato dalla precedente amministrazione e approvato anche dal Genio civile, la rampa era ancora presente. Ma, nel dicembre dell'anno scorso, con Biase dirigente, è stato presentato un altro progetto e quella rampa non c'era più. Sarebbe stata tolta sulla base di un'osservazione, accolta parzialmente dagli uffici, di un titolare di una concessionaria che contestava un esproprio.
SCOPPIA LA POLEMICA Non poteva mancare la polemica politica. Il consigliere del Pd Enzo Del Vecchio respinge le accuse di responsabilità avanzate dal centrodestra per le modifiche al progetto. «Il progetto definitivo», dice, «consegnato a dicembre 2008 dai professionisti incaricati è perfettamente rispondente al prg e al preliminare inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche. Ancora una volta si conferma che la ossessionante ricerca di scaricare responsabilità su altri è uno sport che molto si addice a questa amministrazione». «Il Pd», ha replicato il presidente della commissione lavori pubblici Armando Foschi, «vede materializzarsi i propri incubi peggiori nelle carte che la maggioranza continua a tirare fuori dai cassetti. Ciò ha consentito di ricostruire una vicenda che ha snaturato il progetto originario».

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