Non che ce ne fosse bisogno, viste le difficoltà fin qui accumulate tra ripensamenti, conflitti e bracci di ferro politici: ma l'ostacolo emerso ieri in Commissione consiliare urbanistica fa tramontare ogni possibilità di realizzare la nuova sede regionale sull'area dell'ex Fonderia Camplone, oggi di proprietà della società Cielo Alto, fra la Tiburtina, via Salara Vecchia e via Tirino. Tutta "colpa" del Piano di rischio dell'aeroporto, leggi della porzione di Prg che l'Enac ha interdetto ad ospitare edifici sensibili quali ad esempio scuole, ospedali ed anche sedi istituzionali. Area che l'assessore all'Urbanistica Marcello Antonelli sta facendo disegnare e definire in questi giorni agli uffici tecnici comunali e che egli conta di portare in Consiglio comunale entro marzo per l'approvazione.
Si tratta di una quota di tessuto urbano che a Pescara include i quattro ettari sui quali negli anni scorsi era stata ipotizzata la costruzione della nuova "casa" della Regione. Questo non significa che i quattro ettari resteranno incolti, anzi: la società Cielo Alto - partnership che coinvolge gli imprenditori della sanità Spatocco e Pierangeli, poi anche Sarni e Di Vincenzo insieme con D'Andrea - potrà comunque costruire la già prevista quota di residenziale su due ettari, rispettando l'indice di piano fissato per il Pp7, cedendo la rimanente parte (o giù di lì) come quota pubblica, sulla quale il Comune deciderà cosa realizzare, con chi e quando. Ecco perchè la notizia, a loro nota da metà dicembre, non ha fatto disperare i proprietari del terreno. «La nuova sede della Regione non si allontanerà di molto da quel sito, visto che dovrà essere solo spostata un po' più a sud sempre nello stesso Pp7» ha detto Marcello Antonelli, assessore che per primo aveva scoperto l'esigenza di doversi adeguare alle norme dell'Enac. «Stavamo affrontando l'accordo di programma per la ex Fater, poi approvato in consiglio comunale, e in quella circostanza - ha spiegato l'assessore - siamo stati informati dell'esistenza di questo Piano di rischio per l'aeroporto che l'Aviazione civile ci impone di prevedere sul Prg». Adeguamento che doveva essere già predisposto dal 2007 ma che la precedente amministrazione comunale ha fin qui rinviato.
La Commissione urbanistica, presieduta da Gianni Santilli, ha affrontato la questione nella seduta di ieri con l'esame di due proposte di accordi di programma, questo della sede della Regione e un altro. «Proposte comunque inaccoglibili dal momento che - ha detto ancora Antonelli - l'amministrazione comunale ha stabilito di non favorire accordi di programma di iniziativa privata».
Pescara dovrà dunque attendere ancora per poter veder realizzata una nuova sede della Regione Abruzzo, e quella sopra esposta non è l'unica ragione dei ritardi: in primo luogo, si vuol prima risolvere l'emergenza dell'Aquila, città devastata dal sisma in cui la Regione Abruzzo ha e dovrà avere la sua principale sede istituzionale; secondo, un investimento immobiliare rilevante (auspicato dal gruppo consiliare del Pd) si potrà affrontare solo dopo che sarà stato ammortizzato il pesantissimo debito per la sanità. Infine, è vero che la disponibilità di un proprio edificio consentirebbe all'ente di abbattere gli alti costi d'affitto che oggi sostiene a Pescara, nell'ordine del milione e mezzo di euro: ma altre soluzioni sono percorribili, come l'acquisto dell'ex Palazzo Monti (che farebbe il paio con quello di piazza Unione acquistato dal Consiglio regionale), scelta che gode di robusti sostenitori.