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Pescara, 26/04/2026
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Data: 12/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Terremoto e sciacalli - «Stamattina alle 3.30 ridevo dentro al letto». Risate sul terremoto, L'Aquila indignata. Intercettazioni sconcertanti. Cialente e Pezzopane: «Sciacalli». Chiodi: «Disgustoso»

Il caso Bertolaso. Dall'inchiesta di Firenze ombre sulla ricostruzione. E frasi incredibili di alcuni degli imprenditori coinvolti.

L'AQUILA - Ridevano. Alle tre e mezza ridevano dentro il letto, mentre all'Aquila fuggivano dall'orrore. Loro ridevano il 6 aprile mentre all'Aquila morivano: ridevano all'idea degli affari, degli appalti. E' questo lo spaccato che emerge dalle intercettazioni dell'inchiesta di Firenze sul G8 mancato alla Maddalena e sui Grandi eventi gestiti dalla Protezione civile tra gli imprenditori amici di Balducci & c. «Erano pronti, gli sciacalli: ridevano sul nostro terremoto» dice la presidente della Provincia Stefania Pezzopane. «Mi fanno schifo, chiedano scusa» rilancia il sindaco Massimo Cialente. Il giorno dopo lo scandalo che ha travolto la Protezione civile con l'arresto di Angelo Balducci e l'avviso di garanzia per corruzione a Guido Bertolaso, il filo che lega l'inchiesta di Firenze all'Aquila si fa sempre più robusto. Il governatore Gianni Chiodi: «Quelle risate, un fatto disgustoso». Ma adesso forse le regole vanno rimesse al loro posto, fa intendere.

L'AQUILA - Gli interessi sulla ricostruzione post sisma. Il "sistema gelatinoso di ordinaria corruzione" scoperto dai magistrati di Firenze, nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena, (che ha portato all'arresto di quattro persone tra cui l'ex vice di Bertolaso, Angelo Balducci e l'invio di un avviso di garanzia allo stesso capo Dipartimento della Protezione civile sempre per corruzione) aveva previsto tutto: anche di mettere le mani sui lavori del post-terremoto. Nell'ordinanza del Gip di Firenze il "caso" L'Aquila infatti merita un capitolo a parte e riguarda i rapporti tra Diego Anemone, imprenditore romano, titolare della società "Anemone" che si è aggiudicata una parte dei lavori alla Maddalena e Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e fino al 13 giugno 2008 soggetto attuatore delle opere sul G8 alla Maddalena. Quest'ultimo molto noto all'Aquila per essere stato nominato nel 2003 dal Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi quale capo del servizio integrato infrastrutture e trasporti per le regioni Lazio ed Abruzzo, quale commissario alla sicurezza del sistema Gran Sasso, delegato al superamento della situazione di emergenza ambientale nelle province di Teramo e L'Aquila, con particolare riferimento alla messa in sicurezza dei laboratori sotterranei dell'Istituto nazionale di fisica nucleare.
Nelle intercettazioni telefoniche del 6 aprile, in una conversazione tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, associata al consorzio Novus di Napoli e il cognato Gagliardi si capisce che c'è attesa per le mosse di Balducci sugli appalti.
«Alla Ferratella occupati di sta' roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno».
«Lo so», e ride.
«Per carità, poveracci».
«Va buò».
«Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto».
E l''11 aprile 2009, a pochi giorni dal sisma che ha devastato L'Aquila, Balducci, in una lunga conversazione con Anemone "fa pesare" il fatto che si è fatto promotore per l'inserimento delle imprese di Anemone nei lavori post terremoto.
«Ti rendi conto? Chi oggi al posto mio si sarebbe mosso?». Lo stesso Balducci uscendo allo scoperto, pretendendo in cambio che il figlio Filippo goda di qualche ulteriore beneficio.
«Tra qualche giorno compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo». Il figlio Filippo poi troverà una sistemazione.


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