Caro Borrillo, la questione dei trasporti nel Sud non ha bisogno di Castelli che varchi il Rubicone, basterebbe un poco più di attenzione, di conoscenza e di voglia di fare qualche battaglia, magari rischiando di farsi anche qualche nemico, da parte del nostro ministro coadiuvato da una squadra di deputati pugliesi di tutti gli schieramenti politici per chiedere a gran voce i diritti sacrosanti dei territori del sud Italia. Quella dei trasporti su rotaia è una questione molto seria e importante ma difficilmente affrontabile da persone che si sono abituati agli aerei (non che per questo mezzo di trasporto fanno più di tanto per ottenere più collegamenti e a prezzi accessibili) e forse non conoscono le difficoltà di chi sceglie di viaggiare con Trenitalia. Il colmo dei colmi è che molte volte si assiste non a ritardi di treni in arrivo, fatto deprecabile ma a treni che molte volte partono da Lecce, è a quanto ho assistito personalmente, con decine e a volte centinaia di minuti di ritardo dico: «Partono». Sulla questione dei trasporti a lungo percorso, personalmente non risparmio incontro o convegno per sottolineare la necessità del collegamento di Lecce con il resto dell'Italia, percorso adriatico, con treni ad alta velocità. Costi: per realizzare una linea dedicata all'alta velocità da Bologna a Lecce avremmo dei costi contenutissimi per la realizzazione, rispetto al resto dei costi delle linee ferroviarie in altri territori, perché sul percorso Bologna- Lecce non dobbiamo superare montagne ne fiumi con costi di costruzione elevatissimi. E' questione di rispetto per la gente del sud che viaggia con trenitalia, ancora oggi, con vagoni che fanno letteralmente "schifo" igienicamente e per la lentezza della velocità. Siamo una Regione che potrebbe avere grosse possibilità economiche nel settore del turismo ma come possiamo sfondare in questo campo se non abbiamo mezzi di trasporto adeguati? Caro Borrillo, sulla questione trasporti senza scomodare Castelli, sarebbe meglio aprire un dibattito serio e appassionato coinvolgendo tutti coloro che conoscono veramente il problema e non hanno timore a dire le cose così come stanno, ho passato tre legislature alla Camera dei Deputati in Commissione trasporti ed ogni qualvolta si è discusso di potenziare e di ammodernare le reti ferroviarie e di elettrificare e dotare del doppio binario la Bari-Lecce, sono sempre stato accusato dai vari Castelli e non solo, di essere un meridionale campanilista perché, secondo quei parlamentari, pensavo al piccolo orto di casa mia, poi la discussione passava a parlare, ricordo, della Pontremolese e allora la Pontremolese diventava una linea ferroviaria di interesse nazionale. Sento il dovere di ringraziarti per questo tuo articolo sul Corriere del Mezzogiorno perché certamente aprirà una discussione che potrebbe svegliare i pigri parlamentari che non si sono accorti, come tu fai notare, che da Poggio Imperiale a Termoli si viaggia ancora con binario unico.
*Ex sindaco di Specchia