Il Pd attacca, Chiodi cita Esopo («Quante volte all'Aquila si è sentito gridare "al lupo, al lupo"?»), Del Corvo evoca «strumentalizzazioni a fine elettorali», le categorie si dicono preoccupate. Sembra di essere tornati a dicembre, quando lo scontro sulle tasse aveva raggiunto il suo apice. Allora un provvedimento in extremis del Governo (ma annunciato più volte) garantì l'agognata sospensione. Ora la storia si ripete. Stavolta il terreno di scontro è la restituzione di quanto non versato nel 2009 e nel 2010, sulla quale il Pd lancia l'allarme: «Lo certifica un alto dirigente del Mef - ha detto ieri il senatore Luigi Lusi: i soldi per "coprire" le imposte non pagate non ci sono. Il dato è finalmente svelato e così dal 1 marzo, quando cioè entrerà in vigore il mille proroghe, i terremotati abruzzesi saranno i cittadini più tartassati d'Italia». La scadenza "pratica", in realtà, stando così le cose, è quella del primo luglio prossimo. Da quel giorno, come ha ricordato Giovanni Lolli, si rischia di dover restituire quanto non pagato nel 2009 (il 100% in 60 rate) e soprattutto i sei mesi del 2010 (il 100% in sole 6 rate). Una mazzata, insomma. «Serve un provvedimento - ha detto Lolli - e possibilmente prima della campagna elettorale, per evitare strumentalizzazioni. Chiediamo lo stesso trattamento di Umbria e Marche». «La cosa è molto grave - ha detto Giovanni Legnini -, il Governo mette la polvere sotto al tappeto». Il Pd sostiene che anche i fondi della zona franca sono belli che andati, in virtù di un comma del maxiemendamento che ripristina quelli della Finanziaria 2007 di Prodi (50 milioni per tutte le zone franche). Nel pomeriggio è arrivata la replica stizzita del governatore Gianni Chiodi: «Gli aquilani stiano tranquilli, non c'è bisogno di temere nulla. Queste cose sono normali, viene fatta un'ordinanza e prima o poi deve essere trovata la copertura. Uno può dire "si poteva fare anche prima", ma l'importante è che si trovi. Al momento opportuno si farà». Antonio Del Corvo, candidato del centrodestra alle provinciali, ha parlato di manovre pre-voto: «Ancora una volta si fa una tempesta in un bicchier d'acqua e si strumentalizza il terremoto a fini puramente elettorali. Non è vero - continua Del Corvo - che gli aquilani ed i terremotati tutti dovranno restituire le tasse non pagate entro il 2010. È un'indegna menzogna e un'incivile canizza, quella scatenata ieri in Senato dai soliti esponenti della sinistra, fondata sul nulla». «Il voto del Senato - continua Del Corvo - è un atto puramente tecnico: il Senato, com'è suo dovere, si limita a segnalare al Ministro Tremonti che occorre la copertura finanziaria al mancato gettito. Ora i tecnici dell'Economia si attiveranno e metteranno a punto gli idonei strumenti per trovare la necessaria copertura finanziaria». La Cna, invece, parla di beffa e chiede subito una legge. «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza affrontata in modo frammentario, farraginoso, incerto» hanno detto i presidenti regionale e provinciale Italo Lupo e Giorgio Stringini.