La fronda attacca i coordinatori locale e regionale
La maggioranza perde i pezzi: dopo la fuoriuscita di Nico Lerri e Livio Marinucci, ieri anche Adele Caroli ha formalizzato l'addio al Pdl. Tutti e tre appassionatamente sono confluiti nella Democrazia per le autonomie, gruppo che fa capo a Giampiero Catone, eletto deputato due anni fa proprio nelle file del Pdl. Il partito leader anche al Comune di Pescara, quindi, sta conoscendo una diaspora significativa: tre consiglieri sui 12 eletti fanno il 25% del totale. Segno che il malcontento non proveniva soltanto dalla Lista Teodoro o dall'Udc, ma anche dallo stesso partito leader della coalizione. Segno anche che Catone sta portando avanti seriamente la fronda: l'ultimo "acquisto" si chiama appunto Adele Caroli, presidente della Commissione Grandi infrastrutture e Mobilità. La nota della Democrazia per le autonomie, firmata da Marinucci, Lerri e Caroli, è molto dura e prende di mira Pastore, Sospiri e Piccone: «Si allarga la faglia del dissenso nel Pdl, - si legge nel documento - in assenza di un serio progetto che abbia dignità politica da parte dell'Amministrazione comunale. Al gruppo si è unita la consigliera Adele Caroli che ha maturato le nostre stesse medesime convinzioni sia sull'attuale gestgione della città sia sull'inaccettabile deriva autoritaria del coordinamento locale e regionale del partito che ne stanno facendo, contrariamente alle premesse fondative, un luogo sempre più ostile per chiunque abbia dignità di pensiero». Una guerriglia interna che potrebbe preludere a uno scontro aperto quando si discuterà il bilancio di previsione 2010: se ai tre ex Pdl aggiungiamo i due consiglieri della Lista Teodoro (Pignoli e Di Noi) e i due dell'Udc (Di Biase e Dogali), ecco che l'ipotesi di una federazione centrista più volte annunciata potrebbe divenire realtà e dare non pochi fastidi al "monocolore" (come l'aveva argutamente definito Dogali) Pdl-Pescara Futura