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Pescara, 26/04/2026
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Data: 13/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Addio al Pdl, anche la Caroli (Presidente Commissione Grandi Infrastrutture ndr) con i ribelli. «Deriva autoritaria nel partito, pensiamo al bene comune», cresce il gruppo di Lerri e Marinucci

Gli strappi cominciano a farsi pesanti. A dire addio al gruppo del Pdl, stavolta, è una pedina di un certo peso, Adele Caroli, presidente della commissione infrastrutture, che si unisce al gruppo dei ribelli catoniani Nico Lerri e Livio Marinucci, pronti a dare vita a un gruppo autonomo per sparigliare i fragili equilibri del centrodestra. «Autonomamente - annunciano Lerri e Marinucci - Adele Caroli ha maturato le nostre stesse convinzioni sull'inadeguatezza sia dell'attuale gestione della città, sia sull'inaccettabile deriva autoritaria del coordinamento locale e regionale del partito, che ne stanno facendo, contrariamente alle premesse fondative, un luogo sempre più ostile ed inabitabile per chiunque abbia dignità di pensiero e preoccupazione per il bene comune». A parte le fibrillazioni dei cespugli centristi, che il capogruppo Lorenzo Sospiri continua a rubricare come «normale dialettica», l'area del dissenso comincia ad allargare una breccia anche dentro il gruppo del Partito della libertà.
L'adesione di Caroli al gruppo dei dissidenti complica la frattura; a protestare adesso non sono soltanto gli uomini di Giampiero Catone, confluito nel Pdl con la targa della Dc e ora in rotta verso posizioni autonomiste. Qualcosa si muove anche dentro la pancia profonda del partito. Qualcosa che, sommato agli strappi dei Teddiboys, alle pressioni di Masci, agli ultimatum dell'Udc e al movimentismo dell'area centrista e civica dell'opposizione, addensa nuove nubi sulla navigazione della giunta Mascia. Dall'insediamento in qua, dopo un mese e mezzo di faticose trattative per il varo della squadra, la media delle crisi è stata di una al mese. E in vista dell'approvazione del bilancio le cose non possono che peggiorare. Il nuovo gruppo intende porsi in consiglio «come punto di riferimento e di elaborazione di iniziative politiche tese a rompere la condizione di sostanziale immobilismo».



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