Il politico avrebbe dovuto sbloccare una pratica edilizia, forse non la sola
Il sindaco Moratti «Auspico che lasci tutti gli incarichi collegati al Comune»
MILANO. L'ombra di una nuova Tangentopoli oscura la politica milanese: questa l'aria che tira dopo l'arresto in flagranza del consigliere comunale Pdl Milko Pennisi, bloccato giovedì scorso con l'accusa di concussione per aver intascato una mazzetta di 10mila euro dall'imprenditore Mario Basso per sbloccare una pratica edilizia. Un clima pesante confermato dal procuratore aggiunto di Milano, Corrado Carnevali, a capo del dipartimento pubblica amministrazione e che si sta occupando di inchieste per corruzione e concussione, come quella di Pennisi. Una vicenda che vede indagata anche la sua segretaria la cui posizione è al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di capire se fosse a conoscenza del giro di mazzette. «Le cose non sono cambiate rispetto al passato. Ma ora ci si vende anche per poche decine di euro», ha detto Carnevali.
Il caso Pennisi sembra dunque solo la punta dell'iceberg che riapre la questione morale in ambito politico. Le perquisizioni della Guardia di Finanza avrebbero fatto emergere altre tangenti versate a Camillo Milko Pennisi. I finanzieri hanno setacciato i conti correnti, i cinque computer dell'ufficio e l'abitazione del politico del Pdl, individuando tracce di versamenti a lui riconducibili. Nell'interrogatorio a cui è stato sottoposto Pennisi, che si trova in cella di isolamento a San Vittore, ha fornito risposte definite «insoddisfacenti» dagli investigatori, che ora vogliono capire se il consigliere di Palazzo Marino ha ricevuto mazzette anche da altri imprenditori. Non si esclude che nei prossimi giorni vengano convocati i legali rappresentanti di altre aziende che hanno avuto a che fare per varie ragioni con Pennisi. Gli agenti della polizia giudiziaria hanno perquisito anche lo studio dell'architetto Giulio Orsi, ex dirigente del Comune di Milano come responsabile dello sportello edilizia. Il professionista non risulta iscritto nel registro degli indagati.
«Auspico che il consigliere Pennisi, dopo aver dato le dimissioni da presidente della commisione urbanistica - presentate ieri mattina (ndr) -, dia le dimissioni anche da tutti gli incarichi comunali o collegati al Comune», ha dichiarato il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Ferma la posizione del capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino: «Se un "ladro" ha presieduto per quattro anni la commissione urbanistica noi abbiamo il dovere di conoscere l'intero sistema di relazioni a cui faceva riferimento». E sulla possibilità che ora si possa bloccare il Pgt, come paventato dall'opposizione, la Moratti ha risposto che «non vi sono i motivi perché Pasquale Salvatore, vicepresidente della commissione, non possa continuare a portare avanti i lavori». Da parte sua la giunta comunale ha condannato ogni episodio di illegalità e dichiarato grave la vicenda delle mazzette, confermando però solidarietà umana a Pennisi, la cui convalida dell'arresto si terrà stamattina.