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Pescara, 26/04/2026
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Data: 14/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Una federazione con Masci: il Pdl cerca di ricompattarsi. Nasce il coordinamento comunale, patto con Pescara futura

L'ipotesi cui lavora il Pdl è la federazione con Pescara futura, che non scompare ma diverrebbe costola ovvero stampella della maggioranza. Carlo Masci farebbe il capogruppo al posto di Lorenzo Sospiri (finito nel mirino dei dissidenti per presunto eccesso di autorità), il quale rimarrebbe però in corsa come presidente del consiglio comunale se Licio Di Biase, papabile presidente del Tsa dell'Aquila (postazione ora retta dall'assessore regionale Di Dalmazio) dovesse dimettersi per un rinvio a giudizio.
E' questa la soluzione del Pdl per ritrovare compattezza. Un'esigenza dettata dagli scossoni vecchi e recenti (e per evitarne di futuri). Allo strappo di Teodoro, esonerato dalla giunta, sono seguite scariche di assestamento che il Pdl ha capito di non dover sottovalutare: ultima la fuga di Adele Caroli (con Livio Marinucci e Nico Lerri confluita tra i "catoniani"). La conseguenza è che il centrodestra perde colpi e la macchina amministrativa è ingolfata.
Di questo s'è parlato nella prima uscita del coordinamento comunale del Popolo della libertà ieri all'hotel Duca d'Aosta. Trentotto persone, di cui 7 donne. Oltre ad Andrea Pastore come responsabile e Alfredo Castiglione come vice, ci sono: Lorenzo Sospiri, Federica Chiavaroli, Luigi Albore Mascia, Gemma Andreini, Marcello Antonelli, Davide Aracu, Daniela Arcieri Mastromattei, Vincenzo Berghella, Stefano Cardelli, Guido Cerolini Forlini, Mario Collini, Isabella Del Trecco, Augusto Di Luzio, Vincenzo D'Incecco, Massimo Filippello, Berardino Fiorilli, Sergio Fioriti, Armando Foschi, Carlo Masci, Carla Panzino, Gianni Papponetti, Massimo Pastore, Renato Ranieri, Mauro Renzetti, Eugenio Seccia, Paolo Tarantelli, Cristian Tedesco, Guerino Testa, Eliso Vanni, Sabatino Aracu, Giampiero Catone, Ricardo Chiavaroli, Nazario Pagano, Alessandra Petri, Daniele Toto e Nicoletta Verì. Proprio l'esclusione da questa lista - oltre al fatto di sentirsi relegata nel ruolo di consigliere cui si chiede il voto a decisioni prese da altri - ha portato la Caroli alla rottura. Duro il senatore e coordinatore cittadino Pastore: «Hanno usato il Pdl come un vagone su cui salire e scendere a piacimento. La loro uscita è dovuta all'inesperienza: già erano dei ripescati» ha tuonato. «Siamo tutti uniti», ripete la Del Trecco. Ma puntare su un Masci "pigliatutto" al posto di Sospiri, facendo uscire entrambi rafforzati, significa gettare altro sale sulla ferita ancora aperta dei teodoriani. Non a caso Massimiliano Pignoli domani tornerà a reclamare l'assessorato (lo vorrebbe a quanto pare per lo stesso Gianni Teodoro). Ma il sindaco Albore Mascia anticipa la risposta negativa: «Con i fuoriusciti, che non hanno mai detto di essere fuori dal centrodestra, si è creato un gruppo che si vuole distinguere e con cui Catone fa pressione. Ma se rivendicano un posto in giunta, sbagliano». Sulla carta i consiglieri su cui contare restano 26 e la riunione di domani (in cui si penserà anche se lasciare o meno ai fuggiaschi la presidenza delle commissioni Infrastrutture e Ambiente) sarà un'altra occasione per ricucire. Intanto Andrea Colalongo, Udc, insiste nel chiedere un tavolo politico: «L'iniziativa del Pdl appare una sterile verifica dei numeri per governare, mentre quel che serve a questa amministrazione sono le idee: la crisi è politica». Affrontare la discussione sul bilancio in tale contesto per Albore Mascia è come avere un fucile alla tempia.

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