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Data: 14/02/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Casello A14 a Terrarossa Ora tocca all'università individuare il luogo esatto

La commissione Grandi infrastrutture della Provincia ha votato sì all'indicazione espressa dai dieci sindaci. Bocciata la Lungofino proposta da Spoltore e da Città Sant'Angelo

CAPPELLE SUL TAVO. La commissione Grandi infrastrutture della Provincia ha detto sì al casello dell'A14 a Terrarossa, nel territorio di Cappelle sul Tavo, accogliendo l'indirizzo indicato dai Comuni interessati dal nuovo svincolo. La mano ora torna alla giunta presieduta da Guerino Testa, che procederà ad incaricare la facoltà di Architettura dell'università d'Annunzio di preparare uno studio di fattibilità che indichi il punto migliore su cui collocare lo snodo.
La commissione consiliare Grandi infrastrutture presieduta da Graziano Zazzetta si è riunita nei giorni scorsi per discutere dell'area dove realizzare il raddoppio del casello autostradale A14. La scelta che si poneva era, come noto, tra i territori di Città Sant'Angelo e Cappelle, e la commissione, accogliendo la richiesta del commissario Luciano Di Lorito, Idv, di mettere a votazione le due proposte, si è espressa favorevolmente sull'ipotesi della realizzazione del nuovo svincolo in località Terrarossa. La volontà espressa della commissione è dunque quella auspicata dalla maggior parte dei sindaci interpellati preventivamente dalla Provincia (Civitella Casanova, Collecorvino, Farindola, Loreto, Elice, Montebello, Montesilvano, Moscufo, Penne e Villa Celiera) ad eccezione di Città Sant'Angelo e Spoltore, che proponevano l'ipotesi Lungofino. «La soluzione di Terrarossa permette sia un collegamento più diretto e snello con l' A14 dei comuni dell'area vestina, Spoltore e Montesilvano», commenta Di Lorito, «sia un sostanziale miglioramento del collegamento tra importanti territori della provincia con la rete infrastrutturale che verrebbe realizzata a supporto del nuovo casello. Oltre allo snellimento del traffico, soprattutto pesante, per questi territori si potrebbero aprire reali possibilità di sviluppo», aggiunge, «benefici per attività produttive esistenti e per nuove che potrebbero insediarsi e rappresentare una svolta verso un rilancio economico ed occupazionale».

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