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Data: 16/02/2010
Testata giornalistica: Pagine d'Abruzzo
Aeroporto d'Abruzzo a rischio declassamento: Cna, subito mobilitazione e risorse - Multimedia (Guarda il video)

La Confederazione lancia l'allarme: «L'iniziativa parlamentare, se non adeguatamente e rapidamente contrastata, apre la via a un serio rischio di retrocessione dello scalo d'Abruzzo»

PESCARA - A detta della Cna abruzzese, che cita il testo del documento finale della commissione parlamentare di indagine sugli scali italiani (tra i cui componenti siede anche l'abruzzese Daniele Toto del Pdl, ndr), la sfida dei cieli che si aprirà nei prossimi anni a livello continentale e tra vettori nazionali e compagnie low cost sarebbe frenata dall'eccessiva proliferazione di scali di medie e piccole dimensioni. Una tesi alla base della nascita stessa della commissione e ribadita in più passaggi del documento, laddove si individua con nettezza una doppia soglia "minima" (5 milioni per gli aeroporti di rilevanza comunitaria, un milione per quelli di minori dimensioni) al di sotto delle quali si apre di fatto la strada di un declassamento. Ovvero, dice il testo, «dell'esclusione dal traffico commerciale, con l'eliminazione di notevoli costi a carico della finanza pubblica che questo comporta». Un limite derogabile, sempre stando all'atto parlamentare, solo in presenza di esigenze particolari, come quelle di mobilità delle isole minori.

Secondo la Cna, che partecipa con propri rappresentanti alla gestione del sistema camerale regionale, socio della società di gestione dello scalo, la Saga, «è evidente come l'iniziativa parlamentare, se non adeguatamente e rapidamente contrastata, apra la via a un serio rischio di retrocessione dello scalo d'Abruzzo». Visto che, oltretutto, i paletti fissati dalla commissione sembrano preludere a un nuovo assetto normativo destinato a imporre agli aeroporti di minori dimensioni un futuro tutto "lacrime e sangue", come si legge nel documento di sintesi: «Il mantenimento e lo sviluppo di queste strutture dovrebbe essere definito sulla base di criteri rigorosi di sostenibilità economica e di effettiva capacità di attrazione e assorbimento del traffico aereo, escludendo interventi economici pubblici a sostegno della gestione ordinaria».

Dunque, conclude la Cna nella sua nota, «se da una parte non è davvero il caso di prendere sottogamba le conclusioni dei lavori parlamentari della commissione, destinati ad aprire la via ad una nuova normativa, dall'altra occorre che la Regione sblocchi al più presto le risorse finanziarie destinate allo scalo e sin qui non erogate».

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