PESCARA. «Perché la Regione non avverte il peso dell'aeroporto? Noi continueremo ad incalzarala, perché c'è il rischio che l'aeroporto d'Abruzzo chiuda a marzo». Ezio Ardizzi, presidente di Confcommercio, ha scelto una sala dell'aeroporto per riunire gli operatori turistici del territorio e illustrare che «se non arriveranno i fondi dalla Regione, l'aeroporto tornerà alla situazione di fine anni Novanta, quando aveva solo 70 mila passeggeri contro i 430 mila di oggi». Accanto ad Ardizzi, c'era il presidente della Saga, Vittorio Di Carlo: «La società ha attinto alle proprie risorse e non riusciamo più ad andare avanti. Il cda dovrà presto dare delle risposte alla Ryanair che quasi sicuramente ritirerà i suoi aerei e saremo costretti a decretare lo stato di crisi». Ogni anno, come è stato illustrato ieri mattina, la Saga (la società che gestisce l'aeroporto) presenta un piano marketing alla Regione che l'approva e stanzia le risorse necessarie. Nel 2009, però, i quasi 5 milioni di euro previsti dal piano non sono stati erogati dalla Regione e la Saga ha dovuto attingere al suo capitale sociale che è sceso da oltre 6 milioni di euro a 1 milione e mezzo. «Questo è il problema», ha detto Ardizzi, «senza il contributo stanziato dalla Regione, l'aeroporto rischia di chiudere». E il presidente ha anche aggiunto che nel piano triennale regionale 2010-2012 «non è stato previsto neppure un euro. Capisco i tanti problemi della Regione, ma non capisco come non si possa tenere all'aeroporto che è il motore dello sviluppo economico». La Saga è una società pubblica di cui la Regione, con il 43%, è il maggiore azionista. Seguita, poi, dalle quattro Camere di commercio (33%), dal Comune di Pescara (10%), dalla Caripe (10%) e da privati. Gli assessori regionali erano stati invitati all'assemblea di ieri mattina, ma non sono intervenuti così come il Comune di Pescara. C'erano invece il sindaco di Chieti, Francesco Ricci, il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e il presidente di Federalberghi, Emilio Schirato. «La Regione deve trovare questi 5 milioni, perché non ha senso continuare a investire nel turismo se poi l'aeroporto chiude», ha detto Schirato. Il presidente Di Carlo ha fatto anche presente che se non arriveranno chiarimenti nell'assemblea dei soci, in programma il 9 marzo, «si aprirà lo stato di crisi». «Esiste un rischio reale di un declassamento dell'aeroporto», dice la Cna in seguito al testo redatto dalla commissione parlamentare di indagine sul sistema aeroportuale italiano. «Un problema serio», secondo l'associazione degli artigiani presieduta da Italo Lupo, «soprattutto per le prospettive di sviluppo turistico». Intanto, la compagnia Ryanair ha festeggiato il 14 febbraio, l'ottavo anniversario del volo da Pescara per Francoforte che, nel corso di questi anni, ha trasportato quasi un milione e mezzo di passeggeri.