Via libera alla federazione tra Pdl e Pescara Futura, braccia aperte e massima disponibilità nei confronti dei capricciosi dissidenti che hanno messo un piede fuori dal partito ma restano con tutti e due all'interno della maggioranza.
Il faccia a faccia tra il sindaco Luigi Albore Mascia e i componenti della maggioranza di centrodestra non ha registrato le fibrillazioni che qualcuno nel centrodestra aveva annunciato e qualcun altro temuto, e che il centrosinistra aveva sperato. Vale la pena aggiungere però un particolare: l'incontro di ieri era stato convocato per affrontare gli argomenti da discutere venerdì in consiglio comunale - dal regolamento per la Tarsu all'abrogazione del registro per le coppie di fatto - e solo in parte si è andati a toccare i fili scoperti nella coalizione. La richiesta di un tavolo politico resta forte ed è stata riaffermata da Dogali a nome dell'Udc - «non si può andare avanti col monocolore imprefetto Pdl-Pescara futura» ha ribadito. Non è stato il solo a farlo, visto che Max Pignoli e Vincenzo Di Noi della Lista Teodoro hanno nuovamente rappresentato le ragioni dello strappo, invocando una maggior partecipazione nelle scelte e maggior considerazione da parte del Pdl. Non ultimo, Pignoli è tornato a chiedere un assessorato per la sua lista, per colmare il vuoto lasciato con l'esonero di Gianni Teodoro.
Il confronto politico è dunque solo rinviato: sull'agenda il tavolo è stato fissato per giovedì e in quell'occasione si andrà a fondo per curare i mal di pancia che affliggono la coalizione di governo a Pescara.
Ieri il sindaco è stato conciliante per toni e modi, nella sua introduzione ha riassunto le fasi salienti dei suoi primi sette mesi alla guida della città ed ha rinnovato l'appello all'unità ai vari Lerri, Marinucci e anche Caroli, che comunque hanno confermato di voler dar vita a un nuovo gruppo consiliare denominato "Democrazia per le Autonomie". Nessuna marcia indietro della Caroli, neppure dietro l'impegno a inserire il suo compagno Ubaldo Nappi nel cda della Saga: una proposta datata e superata dagli eventi e difficilmente attuabile. E comunque la stessa Caroli ha spiegato di non cercare poltrone, «chiedo solo il rispetto per il mio ruolo di consigliere che mi è stato riconosciuto dagli elettori» ha detto, unendosi alle voci di Lerri e Marinucci. Tutto sta a vedere se il centrodestra dimostrerà con i fatti di aver compreso il segnale dei dissidenti. Albore Mascia ha minimizzato forse troppo, ieri, mentre da Lorenzo Sospiri sono arrivate dimostrazioni di apertura: «Premetto di non ritenermi responsabile di questo strappo - ha detto il capogruppo del Pdl - lavorerò come gli altri per una ricucitura per quanto possibile, dando ascolto alle ragioni di chi non si sente in sintonia con il Pdl». In conseguenza della nascita del nuovo gruppo consiliare vanno ridisegnate le composizioni delle commissioni (le presidenze rimarranno invariate). Tabella alla mano, il Pdl e il Pd perderanno un rappresentante per far posto ai dissidenti. Una prima bozza affidata al nipote del senatore Pastore ha fatto storcere il naso a qualche consigliere del Pdl (un caso per tutti: una email ha annunciato a Di Luzio l'esclusione dalla commissione urbanistica e lui non l'ha presa affatto bene, salvo poi verificare che non si trattava della versione aggiornata).