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Data: 16/02/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Appalti e politica, indagato Verdini. Concorso in corruzione per il coordinatore del Pdl: «Io non c'entro»

ROMA. L'inchiesta di Firenze si allarga e coinvolge nomi sempre più eccellenti. Sotto inchiesta per corruzione finisce anche il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, anche presidente del Credito Cooperativo Fiorentino. Ieri, al termine di un lungo interrogatorio avvenuto alla presenza del suo avvocato, il leader politico ha sostenuto di essere stato coinvolto solo per la segnalazione di Fabio De Santis come provveditore delle opere pubbliche e di aver «dimostrato la sua estraneità».
Intanto anche la malavita organizzata allunga la sua ombra sull'inchiesta «grandi opere». Secondo l'informativa dei Ros di Firenze la società Soa Spa con sede a Sondrio è «di fatto occultamente riconducibile ad Antonio Di Nardo». E Di Nardo, funzionario del ministero delle Infrastrutture, è la persona che, insieme a Francesco De Vito Piscicelli, l'imprenditore che rideva nel letto la notte del terremoto, si attiva «per partecipare alle gare d'appalto gestite dai funzionari di via della Ferratella». Ed è sempre Di Nardo - dicono gli inquirenti - a fare da tramite per la restituzione di 100mila euro che Piscicelli ha chiesto a un tasso di usura da «soggetti di Giugliano» per fare regali ai dirigenti della Ferratella. Tra i soci della società Soa Spa figurano, fra gli altri, il parlamentare del Pdl Paolo Russo e Giuseppe Mastrominico, cugino di pasquale Mastrominico, cognato di Rachele Iovine sorella del boss dei Casalesi Antonio Iovine, detto «O' Ninno». Un legame che non è sfuggito agli inquirenti.
Oggi, a Perugia, in programma un vertice fra i magistrati di Roma e Perugia.
Perugia ha già ricevuto i faldoni dell'inchiesta fiorentina e oggi i magistrati umbri discuteranno con i colleghi romani dell'acquisizione di quegli atti che riguardano il procuratore aggiunto Achille Toro, indagato per violazione del segreto istruttorio. Dalle carte della magistratura fiorentina emergono i nomi di politici. Tutto attraverso Riccardo Fusi, presidente della Btp, che oltre a parlare con Denis Verdini, chiedendo un suo interessamento per far rientare la Btp nell'appalto della Scuola marescialli dei carabinieri in costruzione a Firenze, contatta in almeno un'occasione anche il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che, però lo liquida così: «Io me ne sto andando, torno il 27 a Roma». Poi ci sono i rapporti fra l'imprenditore Guido Ballari e il senatore Guido Viceconte e l'onorevole Mario Pepe, tutti del Pdl.
Scrivono i carabinieri: «Gli sviluppi investigativi consentiranno di rilevare che l'onorevole Pepe e il senatore Viceconte sono interessati nel fare aggiudicare lavori pubblici a Ballari». Fino al dicembre 2003, segnala l'informativa, Ballari e Pepe comparivano insieme nella Eurogruppo Servizi, il primo come amministratore unico, il secondo come socio.
I rapporti fra Verdini e Fusi, confermati da Fusi in un'intervista, sono anche oggetto di alcune intercettazioni. Il 24 aprile 2008 i due parlano della composizione del governo Berlusconi, Fusi chiede se può stare tranquillo. Verdini: «Tu devi stare tranquillo, perché io ho preso una decisione. A me mi era toccato l'Ambiente... però esco fuori, perché se accetto mi tocca rinunciare a tutto, lasciare la banca, capito? Quindi non posso... diventerò capo del partito, prenderò il posto di Bondi, anche di quello nuovo...». Fusi: «Te l'hai capito che c'è tutto il mondo». V: «Non ti preoccupare, siamo messi bene».
Dopo il mancato incontro con il ministro Matteoli, l'8 ottobre, Fusi e Verdini riparlano dello stesso argomento: Fusi: «Poi ti volevo dire... con il ministro Matteoli, per quella storia della Scuola... che è nell'interesse dello Stato questa cosa, se si potesse anticipare, se ci fosse verso che ci mettesse le mani lui». Verdini: «Con lui ho fissato che ci si sente a fine settimana... ora fammi fare».
A marzo 2008 Verdini e Fusi avevano parlato del «coinvolgimento in una comune operazione dell'imprenditore parmense Pizzarotti». Verdini: «senti me... ma te con Pizzarotti come stai?». Fusi: «Io lo conosco, ho un buon rapporto, però c'è stata quella storia degli ospedali della Toscana... se serve». Verdini: «Serve per quello che tu sai, perché sembrerebbe che lì ci fossero delle possibilità... ma da andare a stuzzicare, bisogna capire».
Il 26 marzo 2008 i Ros avevano anche intercettato una comunicazione fra Fabio Pepe e fabio De santis, uno degli arrestati che gli dà cattive notizie sul concorso ministeriale cui l'ingegnere ha partecipato. Pepe: «Ho parlato con Costanza, lei era... molto turbata... perché dice che sei stato vittima di una faida interna al ministero... ti hanno teso una trappola, però lei si batterà perché tu possa occupare la parte alta della classifica. Noi quello che dovremmo fare... è cercare di far scorrere quella graduatoria... vabbé, ma quello ce lo vediamo noi, non ti preoccupare».

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