TORINO «Il fatto che Trenitalia si sia alleata con i lombardi di Le Nord vuol dire che punta a vincere queste gare. E devo dire che se dovesse vincere riuscirà a garantire un servizio migliore di quello finora offerto ai pendolari piemontesi. La strada aperta dalla Regione ormai è irreversibile». Le parole di Paolo Balistreri, segretario generale di Confindustria Piemonte, descrivono meglio di tutte la novità introdotta nel sistema di trasporto locale dalla decisione della giunta Bresso di liberalizzare questo mercato. Quattro le società, tre straniere (la multinazionale inglese Arriva, quella francese Veolia e le ferrovie federali svizzere) che ieri alle 12 hanno depositato le manifestazioni d'interesse. La Regione ha messo a gara la gestione della Torino-Milano e dei collegamenti del Piemonte Nord Orientale (Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola), e di quello sud orientale (Asti, Alessandria e i collegamenti per Genova). In tutto circa 11 milioni e mezzo di treni/km, il 60 % del totale. Il contributo pubblico varia in base alla redditività del percorso: 1 milione per la prima tratta, 43 per la seconda e 60 per la terza. Il resto degli incassi arriverà dalla vendita di abbonamenti e biglietti. Spiega ancora Ballistreri: «E' evidente che la presenza di aziende leader in Europa, pronte ad impegnarsi in un settore come quello del trasporto locale che sembra poco appetibile, è la prova che c'è un mercato potenzialmente redditizio con margini di efficienza giganteschi». La prova di questa potenzialità è la decisione delle Ferrovie Italiane di essere della partita e di giocare per vincere nonostante gli scontri verbali durissimi tra la presidente del Piemonte e l'amministratore delegato del gruppo Fs. Mauro Moretti aveva scommesso sul fatto che la gara sarebbe andata deserta ma nello stesso tempo si è attrezzato. Trenitalia scende in campo con la newco TLN - metà a testa con Le Nord - società che gestirà il trasporto pendolari in Lombardia. E poi riproduce il modello lombardo sotto la Mole dove stringe un accordo con Gtt, la società che gestisce il trasporto ferroviario metropolitano nel torinese, per trasportare 60 mila passeggeri/giorno ma per blindare nei fatti la gara per l'intero nodo prevista con il completamento del passante. I concorrenti stranieri sono agguerriti. Gli inglesi di Arriva lavorano già in 12 Paesi europei trasportando 1 miliardo di passeggeri all'anno. In Italia operano già nel trasporto locale su gomma e sono interessati a rompere il monopolio in quello su rotaia. I francesi di Veolia operano in 28 Paesi europei ma anche negli Usa e in Nuova Zelanda. E poi ci sono le Ferrovie Federali Svizzere interessate ai collegamenti nel Piemonte nord-orientale. Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, commenta: «Molti, in questi mesi, hanno tentato di speculare sulla nostra scelta ma la presentazione delle manifestazioni d'interesse conferma che non eravamo dei visionari. La strada che abbiamo aperto è una grandissima opportunità per migliorare i servizi a disposizione dei cittadini». Il suo avversario alle regionali, il leghista Roberto Cota, però, accusa: «In questi 5 anni il servizio è peggiorato».