«La fame di poltrone con cui il Pdl sta cercando di risolvere la violenta guerra interna sta mettendo a rischio l'aeroporto d'Abruzzo: una giunta regionale ormai senza bussola non vuole assegnare i fondi allo scalo solo perché alla sua guida non ci sono ancora uomini del Pdl». Non usa mezzi termini, Silvio Paolucci, per denunciare l'inerzia del principale azionista della Saga, cioè la Regione. All'indomani del grido d'allarme lanciato dalla Confcommercio e per altri versi dalla Cna, il segretario regionale del Pd alza la voce per sollecitare alla Regione il versamento dei 4 milioni e mezzo per tenere in vita il piano di sviluppo dell'aeroporto d'Abruzzo «sul quale il centrosinistra ha fortemente investito negli anni - dice Paolucci - facendolo salire di livello nel panorama nazionale».
Paolucci attribuisce l'impasse della Regione a una mera battaglia di poltrone ovvero a uno spoil system che nella Saga tarda ad essere applicato. L'assemblea è convocata per il 9 marzo e in quell'occasione dovrà essere eletto il nuovo presidente (ed il cda): Marco Napoleone è il favorito ma è stato fatto anche il nome di mauro Angelucci. I tempi per una svolta sono troppo ristretti secondo Paolucci: «Questa destra affamata di poltrone sta bruciando il buon lavoro svolto finora: ad aprile si rischia il black out totale». La posizione del segretario regionale del Pd è condivisa e sostenuta dal consigliere comunale Moreno Di Pietrantonio, il quale a sua volta sollecita la Regione a versare le risorse stabilite con la legge 57: «La Saga ha presentato il piano marketing alla Regione che l'ha approvato senza però assicurare il 90% dell'importo, mettendo così in crisi la gestione dell'aeroporto» attacca Di Pietrantonio. Di tutt'altro avviso la Regione, che replica per voce dell'assessore al bilancio Carlo Masci: «Siamo favorevoli a difendere l'aeroporto d'Abruzzo, che gli assessori Morra (Trasporti) e Di Dalmazio (Turismo) tengono nella massima considerazione - premette Masci -, ma non sta scritto da nessuna parte che la Regione debba finanziare un piano marketing deciso da altri, cioè dalla Saga, visto che non ci abbiamo messo bocca». Masci, come anticipato sulle pagine di ieri, ribadisce che «a fronte del rilevante debito sanitario da risanare, la Regione non è più in grado di assicurare le risorse assicurate in passato, tra l'altro facendo ricorso a mutui». Tutto sta a vedere se la politica di austerity - diciamo pure di tagli e ridimensionamenti nell'ottica di una ottimizzazione delle risorse - che oggi appare inevitabile, sarà confermata nel momento in cui al vertice della Saga siederanno volti e nomi più graditi al centrodestra e dunque alla Regione. Resta concreto il rischio di fuga da parte delle compagnie, temuto da Paolucci, e in particolare di Ryanair: ma questo avverrà più per le scelte del governo nazionale sul riordino degli scali aeroportuali.