Protestano pendolari e studenti universitari L'amministrazione comunale promette: «Cercheremo di entrare nell'area metropolitana di Pescara»
ATRI. Atri è, da un punto di vista geografico e della viabilità, parte dell'area metropolitana di Pescara, da cui dista solo 20 chilometri. Di fatto, però, poiché la città non è entrata ufficialmente nell'ente d'ambito dell'area pescarese, come ha fatto la confinante Silvi Marina, gli atriani e i pendolari, che ad Atri lavorano o si recano per via dell'ospedale e di altri servizi pubblici, non possono godere di tutti i benefici derivanti dalla collaborazione tra i Comuni dell'area metropolitana. Tra questi benefici c'è quello del biglietto unico per gli autobus Arpa nella vasta area costiera tra Silvi e Francavilla.
Il biglietto unico interessa anche centri collinari come Cappelle sul Tavo, Sambuceto, Chieti e Miglianico, costa solo 90 centesimi e, una volta convalidato, vale per 90 minuti. Per i viaggiatori e pendolari che partono da Atri o devono arrivarci, invece, il costo dei biglietti per le corse Arpa è nettamente superiore: 1,50 euro per andare o venire da Pineto o Silvi (per un percorso di meno di 10 chilometri), 2,30 euro per o da Pescara. «Trovo del tutto iniquo che un cittadino di Silvi paghi 90 centesimi per muoversi in un'area vastissima, mentre un atriano debba sborsare quasi il doppio o addirittura il triplo per pochi chilometri di percorso», afferma un pendolare di Atri, che per andare al lavoro a Pescara prende il bus fino alla stazione di Pineto e poi raggiunge il capoluogo adriatico in treno. «I nostri amministratori comunali dovrebbero fare qualcosa per garantire a noi atriani gli stessi benefici di chi abita a Silvi, Città Sant'Angelo e Montesilvano».
Altro problema legato ai trasporti pubblici è quello della mancanza di corse Arpa da Atri verso Pineto, Silvi e Pescara alla domenica e nei giorni festivi, quando la città ducale rimane raggiungibile solo in macchina. «Sono studente universitario ad Atri, dove ho casa ma non un'auto», dice Andrea, un 25enne della provincia dell'Aquila, «così di domenica e nei festivi sono bloccato in città: non posso né andare dai miei, né a fare un giro a Pescara». C'è poi chi, nei festivi, vorrebbe andare a far visita a malati ricoverati all'ospedale di Atri o ad ospiti della locale casa di riposo, ma non può per la mancanza dei bus.
«M'impegnerò affinché Atri possa entrare a far parte a tutti gli effetti dell'area metropolitana», dice l'assessore comunale Mario Marchese, «e solleverò nelle sedi opportune i problemi legati al trasporto pubblico nella nostra zona».