E' sempre più "guerra dei cieli" all'aeroporto d'Abruzzo. La situazione finanziaria della Saga è da allarme rosso finchè la Regione non verserà i 5 milioni di sostegno al piano marketing. Non bastasse, la Cna ha rivelato l'esistenza di uno studio della Commissione parlamentare d'indagine finalizzato a rivoluzionare gli scali aerei nazionali limitando i piccoli aeroporti e quindi la loro costosa concorrenza. Tra le righe, si evidenzia l'intenzione di rilanciare la Cai, ex Alitalia, a danno di Ryanair, compagnia irlandese regina del low cost. Questo e altro è motivo di aspri botta e risposta tra Saga e Regione, a venti giorni dal rinnovo del vertice societario che il 9 marzo dovrebbe portare alla guida della Saga Marco Napoleone, indicato dal centrodestra. Il presidente uscente della Saga, Vittorio Di Carlo, incontra oggi a mezzogiorno la stampa per illustrare «la vera storia», leggi la sua verità sulla gestione dello scalo pescarese. Sempre oggi, ma mezz'ora prima, sarà il gruppo consiliare del Pd a Pescara a tenere una conferenza stampa sullo stesso argomento alla presenza del sindaco di Chieti, Francesco Ricci. Nel pieno dello scontro politico alzano la voce i sindacati, preoccupati per le sorti dell'aeroporto d'Abruzzo e della perdita di posti di lavoro: in una nota congiunta parlano di «conduzione troppo allegra della società» e sollecitano un piano industriale serio. «Numerose e di rilievo sono le problematiche aperte sulle quali non è stato possibile avviare un confronto» scrivono Cgil, Cisl, Uil e Ugl trasporti e Rsa dell'aeroporto, denunciando «relazioni sindacali calpestate dalla Direzione della Saga, che non ha neanche informato i lavoratori sulla richiesta di chiarimenti, da parte del prefetto, sullo stato aziendale».