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Pescara, 22/04/2026
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Data: 19/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mascia alla resa dei conti con i dissidenti. Esordio in Consiglio dei "catoniani", la Caroli accusa il Pdl. Ritirata la delibera sulla Tarsu

Se si tratta di un semplice mal di pancia o se invece la maggioranza di Albore Mascia è alle prese con una vera crisi lo sapremo oggi. Il Consiglio comunale che si apre alle 16 ha all'ordine del giorno argomenti sui quali il centrodestra sarà chiamato a dimostrare compattezza. Tanti tranne uno: a sorpresa è stata ritirata dall'ordine del giorno la delibera sul nuovo regolamento della Tarsu: «Ci sono emendamenti da valutare, alcuni dei quali accoglibili perchè migliorativi, di qui il rinvio» ha spiegato l'assessore ai tributi Massimo Filippello. Versione confermata dal presidente del Consiglio, Licio Di Biase, ma contestata nella forma dal Pd che ha definito il rinvio della Tarsu «l'ennesima grave ritirata del centrodestra».
Abrogazione del registro delle unioni civili e variazione dello statuto a tutela dell'acqua pubblica sono comunque punti importanti sui quali la maggioranza non dovrà scivolare. Il sindaco teme imboscate ed ha perciò riunito ieri i capigruppo per blindare i voti nella seduta e avvisare gli alleati che è finito il momento di scherzare. Una cosa è chiedere rispetto, e su questo il sindaco dice di aver assicurato massima disponibilità ai dissidenti; altra cosa è mettere sotto ricatto la maggioranza mascherando con la scusa di esigenza di ascolto e considerazione una corsa a incarichi e poltrone. I dissidenti catoniani Lerri e Marinucci presenteranno oggi il loro nuovo gruppo, pur restando - hanno assicurato - fedeli al centrodestra. A loro, allineata e compatta, s'è aggiunta l'agguerrita Adele Caroli che subito ha rimandato al mittente una serie di illazioni: «La mia uscita dal gruppo del Pdl non ha nulla a che fare con l'ottenimento di poltrone, ma è dettata solo da princìpi e convinzioni politiche...». Del resto la caroli non aveva piantato grane quando, con la scusa dello statuto, le fu negato l'assessorato rosa: «L'articolo 24 comma 4 dello statuto citato per tenermi fuori dalla giunta è stato abrogato nello stesso testo all'articolo 77 comma 4» ha rivelato la Caroli: «Avrei potuto alzare la voce ma non l'ho fatto: perchè non interessata a incarichi e per rispetto del Pdl, rispetto che però mi viene ora negato. Non ho più intenzione di continuare a vivere sotto quel tetto di menzogne e autoritarismi, di pressapochismo e personalismi inutili - ha tuonato -. Ho deciso di uscire dal Pdl per sentirmi libera nelle scelte. Il ruolo di consigliere non credo sia quello di alzare il dito per premere a comando il pulsante del voto».
Non è da escludere una iniziativa polemica dei tre dissidenti che però non saranno seguiti, non oggi almeno, dai teodoriani Di Noi e Pignoli pur scottati dall'esonero di Gianni Teodoro dalla giunta. Diverso, e comunque critico, l'atteggiamento dell'Udc: è alleata fedele del Pdl ma che per voce di Enzo Dogali ha espresso malessere di fronte al "monocolore imperfetto" di Pdl e Pescara Futura, perciò chiede da tempo un tavolo politico fin qui rinviato e ora promesso per il primo marzo. Il sindaco Albore Mascia è in difficoltà come capitò di esserlo anni fa a Carlo Pace. Con una differenza enorme: oggi non c'è più Nino Sospiri a risolvere i pasticci. Il sindaco dovrà fare attenzione a non sbagliare i conti: dissidenti, teodoriani e Udc mettono insieme sei voti, oggi in aula non ci sarà Daniela Arcieri Mastromattei impegnata a Roma e forse neppure l'influenzato Berghella. Meglio non sottovalutare gli scricchiolii.

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