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Pescara, 22/04/2026
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Data: 20/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Carlo salva la gestione Saga.Ma i sindacati lo smentiscono

«Sono pronto a rimettere il mio incarico di presidente, ma se la Regione dice che vuole vedere chiaro nei conti della Saga, allora all'assessore regionale al turismo Di Dalmazio basterà aprire il cassetto della sua scrivania: lì troverà i report sulla nostra attività, è tutto documentato e lui non può dire di non sapere. Il futuro dipenderà solo da scelte che io non mi sogno certo di discutere». Da oltre un decennio nel cda della Saga, ente di cui è presidente dal 2008, Vittorio Di Carlo ha chiamato i giornalisti per raccontare la sua verità sulla gestione dell'aeroporto. Verità fatta di grandi numeri che confermano la crescita dello scalo pescarese (più 1,8 nell'ultimo anno nonostante la crisi) che ha superato la soglia dei 400mila passeggeri, 250 mila stranieri, con incremento medio annuo del 18% dal '99 a oggi. «E il nuovo collegamento Pescara-Oslo ha già tremila norvegesi prenotati per sbarcare in riva all'Adriatico da maggio».
Ma quella di Di Carlo è una verità contestata a gran voce dai sindacati prima ancora che dalla Regione. Sindacati che parlano di "gestione allegra" della Saga, che raccontano di «una politica clientelare nelle assunzioni, voluta dagli alti papaveri di centrosinistra e centrodestra»; accusano la dirigenza di «atteggiamenti arroganti nei confronti del personale al limite del mobbing» e si lamentano di non essere mai stati interpellati in tema di investimenti e scelte strategiche per lo sviluppo. E' un coro quello di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, comprese le Rsa: i sindacalisti raccontano dei sei assunti alla biglietteria «un'esagerazione visto che il check-in oggi si fa sul web». Nessuna critica agli assunti, ci mancherebbe, «ma ci vuole accortezza nella gestione del personale o il rischio, è questo il nostro timore, è che si finisca come ad Ancona dove hanno fatto ricorso ai contratti di solidarietà». I sindacati raccontano di presunti sperperi, rimarcano «i 200mila euro del radiogeno acquistato per le merci dei cargo russi quando questi non venivano più a Pescara e, ancora, un pushback rimasto a lungo inutilizzato»; oppure ancora i 2 milioni e rotti dati a Flyonair «che non è una compagnia aerea ma risulta essere un tour operator». I sindacati parlano di trattative dirette nell'affidamento di interventi costosissimi che avrebbero richiesto una più trasparente procedura d'appalto. «La Saga dovrebbe limitarsi a gestire l'aeroporto, non a indicare il piano marketing» è la loro conclusione. Piano marketing che costa 5 milioni all'anno, cifra che la Regione non ha ancora versato pr il 2009 e dovrà versare per il 2010: e questo rischia di paralizzare l'aeroporto. Il gruppo consiliare del Pd di Pescara ha presentato un ordine del giorno firmato anche dal centrodestra (tranne Masci) che impegna il sindaco a sollecitare la Regione a rimettere a posto le cose, «l'aeroporto è una risorsa determinante per il turismo in Abruzzo e va rilanciato, altrimenti non ha senso andare alla Bit» hanno detto Di Pietrantonio e soci.
Questione politica. Di Carlo sa di dover lasciare la poltrona quando - l'assemblea si terrà il 9 e 10 marzo - la Regione nominerà il nuovo Cda. Quanto ai 5 milioni (10 se includiamo l'anno in corso) è probabile che la Regione vorrà prima rivedere molti aspetti di un piano marketing troppo oneroso e in questi anni finanziato senza l'attenzione che tanti oggi invocano: compreso chi fino a ieri sedeva nel cda senza fiatare ed oggi grida il suo dissenso dopo essersi dimesso. Per la presidenza è favorito Marco Napoleone, in alternativa c'è l'ipotesi di Mauro Angelucci.

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