Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.357



Data: 20/02/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fini: «Le procedure non sono inutili orpelli» Il richiamo del presidente della Camera: «Assicurare imparzialità nelle gare e il rispetto delle leggi»

«Nell'assegnazione degli appalti deve essere assicurata l'imparzialità delle procedure e la celerità delle stesse». E ancora: «Le procedure non devono e non possono essere considerate come degli inutili orpelli da derogare fin troppo facilmente. Chi gestisce risorse pubbliche deve sempre ricordarsi che agisce in nome e per conto della comunità». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sceglie L'Aquila, pervasa dal terribile sospetto (per ora rimasto tale) di essere diventata carne da macello per imprenditori sciacalli e politici compiacenti, per commentare la maxi inchiesta su Grandi eventi e G8 alla Maddalena che ha coinvolto la Protezione civile e regalato spunti anche sul post terremoto. Fini ha partecipato ieri all'inaugurazione dell'anno accademico. Nel suo intervento più volte ha concentrato l'attenzione sulle vicende degli ultimi giorni, prendendo spunto proprio dalla ricostruzione: «La capacità di un Paese di dimostrarsi realmente avanzato ed efficiente - ha detto - si misura anche con la capacità di realizzare le opere in tempi rapidi, ma sempre nel supremo rispetto della legge». È e sarà compito degli uffici centrali del Governo e delle autorità locali, ha ammonito, «vigilare affinché questo grande sforzo di rinascita si svolga nel pieno rispetto delle leggi e delle norme poste a tutela della correttezza e della trasparenza dell'azione degli operatori pubblici e privati». Fini si è detto certo che la Magistratura saprà fare piena luce sulle «gravi ipotesi di corruzione e di illegalità» che hanno segnato queste ultime giornate in città, ma anche nel resto del Paese. Un richiamo implicito a un maggiore senso della legalità Fini lo fa anche parlando, in apertura, dei 55 studenti universitari morti sotto le macerie: «Penso che sia dovere morale di chi ha responsabilità istituzionali far sì che alle loro giovani vite spezzate e al dolore incancellabile delle loro famiglie vada, con i comportamenti (sottolineato due volte, ndr) prima ancora che con le parole, la nostra costante memoria».
Se sulle vicende degli appalti le dichiarazioni di Fini suonano come un monito, sulla gestione dell'emergenza le valutazioni sono di tutt'altro tenore: «Nessun Paese forse avrebbe potuto fare di più e meglio di quello che è stato fatto»; «È questa l'Italia solidale ed autenticamente unita che, anche in altre occasioni, avremmo voluto vedere». Anche sulla scelta del progetto Case Fini non ha dubbi: «Nessuno deve mettere in dubbio la priorità che tutte le autorità competenti hanno indicato, cioè porre al primo posto la realizzazione di nuove abitazioni, senza le quali molti degli abitanti dell'Aquila e degli altri territori limitrofi colpiti dal sisma avrebbero inevitabilmente finito per lasciare la città». Centinaia di case che, ha detto Fini, «rappresentano un patrimonio ormai acquisito per la comunità abruzzese che non dovrà essere in futuro mortificato con una sua inadeguata utilizzazione». Fini ha sottolineato l'importanza di ricostruire il centro storico e poi ha richiamato l'attenzione anche sulla sicurezza, in particolare sull'adeguatezza delle norme antisismiche: «Si sente sempre più il bisogno di una legislazione più puntuale e severa che renda maggiormente sicure le nuove costruzioni». Non sono mancate le "lodi" all'Università: «L'anno accademico ha aperto i suoi corsi con un numero di studenti - più di 20.000 - non di molto inferiore a quello raggiunto negli anni precedenti. Questo è un primo risultato di grande importanza che, oltre a confermare la vitalità del vostro prestigioso Ateneo, testimonia, da un lato, la decisa volontà della popolazione abruzzese di ritornare alla normalità e, dall'altro, conferma l'efficacia della risposta che l'Università aquilana, con l'aiuto dello Stato, ha saputo assicurare».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it