ROMA. Il 10 per cento dei nostri parlamentari è inquisito o ha subìto condanne. Sono 92 secondo l'ultimo calcolo che compare sul blog di Beppe Grillo, di cui 23 condannati in via definitiva, cioè in primo, secondo grado, e infine in Cassazione. Il "principe" degli inquisiti è naturalmente il Presidente del Consiglio Berlusconi, inseguito dai giudici che vorrebbero processarlo in più procedimenti. Tra i condannati eccellenti c'è un altro leader, Umberto Bossi (tangenti Enimont). Poi, a cascata, molti altri esponenti, alcuni risorti dalle ceneri di Tangentopoli (De Michelis, Cirino Pomicino). In molti casi si tratta di reati gravi, e la posizione più pesante è senza dubbio quella del viceministro all'Economia Nicola Cosentino, le cui dimissioni sono state oggetto fino a ieri di un tira e molla.
Concorso esterno in associazione camorristica è l'accusa che pende su Cosentino, secondo i magistrati colluso con il clan dei Casalesi. Per altri invece i reati sono di tenore minore (il ministro Maroni per esempio ha una condanna per resistenza a pubblico ufficiale). Tra questi non mancano anche esponenti del centrosinistra, in netta minoranza rispetto al Pdl.
Dieci sono i condannati del Pdl. Massimo Maria Berruti (favoreggiamento), Bossi e per lo stesso reato Giulio Camber, Giampiero Cantoni (patteggiamento per corruzione e concorso in bancarotta), Giuseppe Ciarrapico (crac Ambrosiano, sfruttamento minorile, truffa pluriaggravata), Marcello De Angelis (banda armata e associazione sovversiva, apparteneva a Terza Posizione). Naturalmente poi Dell'Utri, Renato Farina (ha patteggiato per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar), Domenico Nania (lesioni personali), Salvatore Sciascia (corruzione di ufficiali), Antonio Tomassini (falso in atto pubblico).
Nel gruppo misto c'è Giorgio La Malfa (finanziamento illecito). Due nell'Udc: Giuseppe Naro (abuso d'ufficio) e l'ex Pd Enzo Carra (falsa testimonianza). Uno anche nel Pd, Antonio papania (ha patteggiato per abuso d'ufficio).
La proposta venuta in mente a Berlusconi (ineleggibilità dei condannati, anche solo in primo grado) farebbe praticamente una strage.