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Data: 22/02/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Contestato il Tg1: «Scodinzolini». Urla contro la troupe di Maria Luisa Busi: immagine falsa della ricostruzione

La giornalista: qui la situazione è grave. Solidarietà da sindacato e Pd, il Pdl: «Sciacallaggio della sinistra»

L'AQUILA. «Scodinzolini, scodinzolini!». A piazza Palazzo, in molti si sono rivolti così, durante la manifestazione delle chiavi, a una troupe del Tg1, guidata dalla giornalista Maria Luisa Busi. I manifestanti hanno accusato la testata - all'Aquila per un servizio per il settimanale di approfondimento Tv7 - di avere diffuso un'immagine falsata della situazione post-sisma. Un episodio che ha scatenato le reazioni più disparate, dal Cdr della Rai, agli esponenti politici di destra e di sinistra, tutti comunque concordi nell'esprimere solidarietà alla giornalista.
La troupe ha fatto le spese delle rivendicazioni da parte di tanti cittadini che si sono più volte, detti indignati, nel corso di questi mesi, per una informazione che non rende giustizia a una realtà drammatica. A loro, la giornalista ha replicato: «Capisco la situazione e capisco gli aquilani, ma io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere, ovviamente, dell'informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto nel corso di questi dieci mesi dal terremoto. Posso solo affermare» ha proseguito Maria Luisa Busi, «che quello che ho visto all'Aquila, in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita».
Le prime parole di solidarietà alla Busi sono arrivate dal segretario aquilano del Partito democratico Michele Fina, che però ha sottolineato sottolinea che «ovviamente le critiche non erano rivolte a chi oggi si è recato a L'Aquila per raccontare l'ennesima manifestazione pacifica organizzata dai cittadini aquilani, ma al direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che negli ultimi mesi ha scherzato con la nostra tragedia». Perplessità sul lavoro di Minzolini sono state espresse anche dal Partito dei comunisti italiani.
Reazioni sono arrivate anche dalla Rai. Carlo Verna, segretario dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti dell'emittente pubblica, si è augurato di «poter andare quanto prima all'Aquila per raccontare tutta l'opposizione che un numero crescente di giornalisti sta facendo all'attuale impostazione del Tg1, e naturalmente di poter solidarizzare con chi si lamenta per non vedere i propri diritti assistiti da un cane da guardia della democrazia quale dovrebbe essere l'informazione. Attenti, però» ha avvertito, «a non fare di ogni erba un fascio». Busi incassa anche la solidarietà del comitato di redazione della Rai, che ha però parlato di critiche legittime alla testata «perché provengono dagli aquilani, direttamente interessati, alla linea editoriale che spesso, anche in occasione del terremoto e del post terremoto - ha proseguito il cdr - si è rivelata appiattita sulle posizioni del governo».
Posizioni contrastanti all'interno della Commissione di vigilanza della Rai, mentre per il presidente Giovanni Mottola (Pdl) le accuse sono «sciacallaggio da parte della sinistra», il vicepresidente Giorgio Merlo (Pd), ha espresso la necessità che il servizio pubblico svolga sino in fondo il suo ruolo di informazione imparziale, pluralistica e oggettiva. Per il capogruppo dell'Idv in commissione, Pancho Pardi, «il Tg1 ha raccontato per mesi una serie di menzogne e, alla resa dei conti, è stato sbugiardato dai cittadini».
sono qui a farci rivivere quei terribili giorni».
I CONSORZI. Dalla piazza si sono alzate altre voci ad animare l'iniziativa che si è trasformata in un'occasione di confronto, a tratti anche aspro. Eugenio Carlomagno , uno dei più tenaci animatori del comitato «L'Aquila, un centro storico da salvare», ha incalzato il sindaco non solo sulle macerie, ma anche su aggregati e consorzi. «L'approccio é stato volto anzitutto a tamponare l'emergenza» ha replicato Cialente «mentre noi non abbiamo avuto gli strumenti per attivare la ricostruzione vera e propria. A settembre erano pronte le prime linee guida per il centro storico, ma era necessario creare una struttura ad hoc, un'unità di missione solida, per affrontare una situazione abnorme. Ora la struttura c'è e possiamo intervenire».
L'INCHIESTA SUL G8. Immancabili i richiami all'inchiesta sul G8 alla Maddalena e sugli appalti dei lavori fin qui eseguiti all'Aquila. Cialente si è detto preoccupato dalle ripercussioni «che rischiano di creare un clima di diffidenza, che paralizza la nostra attività amministrativa. Con l'atmosfera che si sta creando a livello nazionale e che ha riacceso i riflettori sull'Aquila» ha detto Cialente «sta partendo un meccanismo negativo e problematico per la ricostruzione. Tanto che l'altro giorno, dopo appena tre ore dall'apertura delle buste per la gara d'appalto per la gestione delle macerie in sobbalzo, qualcuno (forse la Finanza) ci ha sequestrato gli atti. Bisogna mettersi nei panni dei dirigenti del Comune che sono intimoriti di fronte a un sistema che interviene al primo sbaglio o addirittura prima di sapere chi ha sbagliato. Dopo tre ore non si può stabilire se siamo in presenza di un reato. Di contro, questo clima rischia di appesantire il lavoro dell'amministrazione comunale».
LA PROTESTA CONTINUA. A far domande al sindaco anche l'inviata del Tg1 Maria Luisa Busi. Ma la presenza della troupe è stata fortemente contestata dai manifestanti che hanno accusato il Tg1 di aver diffuso un'immagine falsata della situazione all'Aquila. «Una situazione fin troppo drammatica» hanno tuonato i manifestanti, invitando il sindaco a mettersi a capo di inziative clamorose di protesta quali l'occupazione dell'autostrada. Un invito raccolto da Cialente che ha rilanciato: «Sono io che chiedo a voi di sostenermi, visto che più volte nei mesi scorsi mi sono ritrovato a fare battaglie solitarie». Prima di smobilitare, da Carlomagno è arrivata la proposta di dar vita anche domenica prossima a un'altra manifestazione. Tutti di nuovo in centro storico, ma muniti di secchi e carriole, per raccogliere ognuno un po' di macerie da portar via. Un'idea accolta con grandi applausi mentre qualcuno dalla piazza ha intonato le parole della canzone «Te vojo revedé».
LE MILLE CHIAVI. La manifestazione si è chiusa intorno alle 13. Tantissime le chiavi appese sulle transenne di nuovo chiuse. L'idea lanciata su Facebook da Enrico De Pietra e Massimo Prosperococco ha sortito l'effetto sperato. Tra le tante chiavi anche quella della presidente della Provincia, Stefania Pezzopane. «Ho accolto l'appello dei cittadini a partecipare alla manifestazione. È stata» ha detto «una gioia poter percorrere di nuovo il cuore della città, nonostante le ferite ancora aperte che ci ricordano il dolore e la rabbia del tempo che passa. Bisogna cambiare registro, accelerando i tempi della ricostruzione, a cominciare dal centro storico. Ci sono stati troppi passaggi burocratici. Se i fondi fossero stati assegnati direttamente agli enti locali e non al commissario delegato, che li ha girati al provveditorato delle Opere Pubbliche, almeno la ricostruzione degli edifici pubblici sarebbe potuta partire».

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