ROMA Il sistema previdenziale in Italia è forse in equilibrio, come ha ripetuto recentemente il ministro Tremonti. Ma resta aperto il problema dell'adeguatezza delle future pensioni, dal punto di vista di chi con quegli importi dovrà vivere da anziano. Un tema riproposto nel Rapporto sullo stato sociale 2010 curato dal Dipartimento di Economia pubblica dell'Università La Sapienza e presentato ieri all'Università Bicocca di Milano.Il punto di partenza è il sistema di calcolo contributivo, con il quale saranno determinati gli assegni pensionistici di chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995. Gli importi dipenderanno dai versamenti contributivi, e dunque dagli stipendi e dal numero di anni in cui si è lavorato, ma anche dal tasso di crescita dell'economia (in base al quale gli stessi contributi verranno rivalutati), e dagli ormai famosi "coefficienti di trasformazione", legati all'aspettativa di vita, con i quali la massa dei contributi sarà trasformata in rendita pensionistica.
Il rapporto fa quindi alcune simulazioni, con diversi scenari di crescita del Pil, per arrivare a determinare la pensione di un lavoratore che ha iniziato la sua carriera nel 2000. Adottando in particolare lo scenario usato nelle proiezioni sulla spesa previdenziale a livello europeo, il tasso di sostituzione lordo per un lavoratore dipendente (ossia il rapporto tra la prima pensione e l'ultimo stipendio) varierà dal 49,9 per cento, per chi si ritira a 60 anni con 35 di contributi, al 64,4 per coloro che arriveranno a 65 avendo lavorato per 40 anni.
Sono numeri che pongono qualche interrogativo; ma se questa è la situazione di un lavoratore dipendente con contributi totali pari al 33% della retribuzione, la situazione è ancora più preoccupante per i parasubordinati la cui aliquota contributiva è oggi al 26 per cento (ma fino a pochi anni fa era ben più bassa): per loro il tasso di sostituzione è in genere al di sotto del 50%. A colmare la lacuna dovrebbe essere la previdenza integrativa, i cui rendimenti però sono largamente imprevedibili essendo legati ai mercati finanziari.