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Pescara, 22/04/2026
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Data: 23/02/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Stop ai contratti delle autolinee "Proroga illegittima senza gara"

STRETTA sulla Regione da parte dello Stato, che impugna la legge sugli agriturismi appena varata dall'Assemblea regionale e il decreto sui Trasporti, emesso su delibera del governo Lombardo, che prorogava per altri cinque anni i contratti con le 92 aziende private di trasporto, senza bandire nel frattempo alcun bando pubblico né avere un piano del traffico che stabilisca quali collegamenti sono utili e quali meno. Il commissario dello Stato, Michele Lepri Gallerano, ieri ha parzialmente impugnato la legge sugli agriturismi approvata l'11 febbraio scorso dall'Ars. Il commissario ha impugnato la norma davanti alla Corte costituzionale e in particolare l'articolo 13, che attribuisce all'assessore regionale anziché alla giunta di governo il compito di emanare il regolamento esecutivo della legge stessa. A rischio quindi è anche il contributo da 12,9 milioni di euro per i coltivatori di agrumi, che la Regione vuole acquistare per produrre succhi d'arancia da «distribuire alle popolazioni bisognose e comunque per scopi umanitari». «Chiederò al presidente dell'Ars di CONTROLLORE Il commissario dello Stato Michele Lepri Gallerano disporre la pubblicazione del testo di legge senza gli articoli oggetto dell'impugnativa, perché gli interventi per gli agricoltori sono urgenti e non più rinviabili», dice Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive dell'Ars. Dal presidente dell'Assemblea, Francesco Cascio, arrivano ampie rassicurazioni: «Pubblicheremo comunque la legge senza l'articolo impugnato, che non riguarda il contenuto profondo del provvedimento - dice Cascio - quindi andiamo avanti». L'avvocatura dello Stato ha invece fatto ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto dell'ex direttore del dipartimento Trasporti Giovanni Lo Bue che, in base a una delibera della giunta Lombardo, nell'agosto scorso prorogava per altri cinque anni i contratti alle 92 linee di trasporto private per un importo di 212 milioni di euro all'anno, il tutto senza la previsione nel frattempo di bandi pubblici per la selezione delle ditte, né il varo di un piano regionale del trasporto che metta nero su bianco quali sono le linee realmente utili e quelle che invece servono meno. Un provvedimento, quello della giunta, che aveva scatenato molte polemiche. Per lo Stato «il prolungamento dei contratti con atto amministrativo e in via generalizzata, indipendentemente dalla scadenza naturale di ciascun rapporto, è illegittimo». Inoltre, come si legge nel testo del ricorso, la Sicilia «rischia di incorrere in una sanzione dell'Unione Europea per la mancanza di procedure concorsuali che garantiscano la libera concorrenza».

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