PESCARA. «Togliere le preferenze? Non se ne parla neanche». Arriva dall'interno del suo partito e soprattutto dal presidente della Commissione Statuto Lorenzo Sospiri il primo stop alla proposta del consigliere Pdl Ricardo Chiavaroli di riformare la legge elettorale regionale secondo il modello già applicato dalla Regione Toscana (governo di centrosinistra) e soprattutto della legge per l'elezione dei parlamentari (l'ormai celebre porcellum di Calderoli): niente preferenze e liste bloccate; in subordine un simil-mattarellum: 40 collegi uninominali e premio di maggioranza. Nel collegio vince la lista collegata al candidato che prende un voto più delle altre.
«La proposta del consigliere regionale Chiavaroli rappresenta sicuramente un contributo importante», dice Sospiri, che però mette subito 4 punti fermi alla riforma: «Innanzitutto le preferenze non si toccano, rappresentano un momento di espressione democratica dell'elettore che deve avere il diritto di scegliere il proprio rappresentante in seno al Consiglio regionale, e non per forza votare in blocco una lista decisa dai partiti. Il listino del presidente (la lista di 8 candidati eletti senza preferenze in caso di vittoria del presidente cui è collegata, ndr.) verrà invece eliminato per consentire a tutti di correre con il proprio candidato presidente. Tutti i partiti dovranno ovviamente garantire un'adeguata rappresentanza femminile, dando spazio a una voce importante della politica costituita da quelle donne impegnate che ogni giorno danno un contributo di proposte e azioni concrete. Infine tutte le norme introdotte verranno varate in tempo per essere portate a conoscenza di tutte le forze politiche e, ovviamente, prima del ritorno alle urne».
Nonostate i quattro punti fermi, una ipoteca pesante rispetto a qualsiasi tentativo di riforma, Sospiri si dice «aperto a ulteriori proposte che verranno tutte prese in considerazione: se dovesse esserci un progetto qualitativamente superiore al lavoro svolto sino a oggi e soprattutto più condivisibile siamo disponibili a esaminarlo ed eventualmente accettarlo, perché ovviamente il nostro primo obiettivo è giungere all'elaborazione di una legge sulla quale si raggiunga la massima condivisione e convergenza possibile tra maggioranza e opposizione».