Replica del giornalista: «Abbandonare il programma sarebbe come darla vinta a questi personaggi e al loro padrone»
ROMA. Abbandonare Annozero? «Sarebbe un darla vinta a questi personaggi e al loro padrone». Marco Travaglio, reduce da un botta e risposta con Michele Santoro, conduttore del programma, dopo essere stato aggredito e diffamato in diretta da Maurizio Belpietro, direttore di Libero, e Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale, senza la possibilità di replicare in modo efficace, per ora non lascerà la trasmissione di Santoro. Malgrado la fredda lettera che dalle colonne de "Il Fatto" gli ha spedito ieri il conduttore di Annozero.
Santoro lo accusa di aver «perso il lume della ragione» «per una banale insinuazione di Porro (e non di una aggressione squadristica)». «Tu pensi che Belpietro, o Porro o Ghedini, siano soltanto un prezzo pagato alla par condicio, invece le critiche, anche le più assurde, fanno parte del nostro lavoro, se la televisione è peggiorata non è solo colpa di Berlusconi e dei suoi trombettieri ma di chi avrebbe dovuto contrastarlo e anche di quelli che scelgono di battersi pensando di essere gli unici a farlo con coerenza», scrive Santoro.
«L'altra sera la militarizzazione del fronte berlusconiano ha segnato un altro scatto in avanti e io, forse stanco e nervoso per conto mio, ho reagito in quel modo», replica Travaglio. «Quando milioni di persone sentono dire che frequento mafiosi penso che una parte di esse si aspettino una reazione proporzionata alla gravità dell'accusa e se la reazione non arriva si fanno l'idea che qualcosa di vero ci sia», aggiunge.
Travaglio? «E' un signorino viziato», attacca Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Amareggiato Antonio Di Pietro: «Fa male al cuore, questa cosa mi fa davvero male».
Intanto sembra definitivamente naufragata l'ipotesi di modificare le norme bavaglio sulla par condicio in tv, approvate da maggioranza e radicali. Sergio Zavoli, presidente della vigilanza, ha confermato forti dubbi su possibili novità. Il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, è pronto a varare il regolamento per le tv private non appena la vigilanza licenzierà il suo. «Se la devono cavare loro», dice Paolo Garimberti presidente della Rai che oggi vedrà i direttori di rete per stabilire le regole dal 28 febbraio. «E' in corso un'operazione politica, con questo regolamento si vuole "svergognare" la par condicio per poi abolirla», dice Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni.