ROMA. A trenta giorni dal voto sono solo sette le regioni italiane nelle quali c'è un un deciso vantaggio di una coalizione sull'altra. In altre sei saranno gli elettori incerti o delusi, un cittadino su cinque, a determinare la scelta del futuro governatore. Lombardia, Veneto e Campania andrebbero all'asse Pdl-Lega. Emilia Romagna, Toscana, Marche e Basilicata al centrosinistra. E' quanto registra in un sondaggio l'istituto Demopolis nell'indagine compiuta tra il 1 e il 23 febbraio. Indagine che non tiene conto dell'impatto che i recenti scandali su Protezione civile e corruzione potrebbero avere sul voto.
Sarà una sfida all'ultimo voto in Puglia tra Nichi Vendola e Rocco Palese. Nella regione sarà Adriana Poli Bortone, candidata dell'Udc, a determinare o meno la riconferma dell'ultimo governatore comunista. In bilico anche la «rossa» Liguria. Claudio Burlando, presidente in carica, è in vantaggio per meno di un punto percentuale su Sandro Biasotti, in corsa per Pdl e Lega. Tutta da giocare la partita in Piemonte e nel Lazio. Nella prima la governatrice Merceder Bresso è in lieve vantaggio sul leghista Roberto Cota. Nel Lazio invece è la candidata del Pdl, Renata Polverini, appoggiata dall'Udc, ad essere in lieve vantaggio su Emma Bonino.
Per Demopolis se si votasse oggi il centrosinistra si aggiudicherebbe sei regioni contro le cinque del centrodestra. In Lombardia Roberto Formigoni Pdl verrebbe riconfermato presidente. In Veneto il ministro leghista Luca Zaia sostituirebbe il pidiellino Giancarlo Galan. Passerebbe al centodestra la Campania, con la vittoria di Stefano Caldoro del Pdl, sul democratico, Vincenzo De Luca. Netta la conferma di Vasco Errani, attuale governatore del centrosinistra, in Emilia Romagna e altrettanto netta conferma di Vito De Filippo, centrosinistra, in Basilicata. Nelle Marche Demopolis dà come governatore il candidato del centrosinistra, Gian Mario Spacca.
In Calabria Giuseppe Scoppelliti del Pdl sarebbe in vantaggio sul governatore attuale, Agazio Loiero. In Umbria infine Catiuscia Marini, in corsa per centrosinistra, avrebbe un discreto margine di vantaggio sulla candidata del Pdl, Fiammetta Modena.
«Se Nord e Centro rimangono nel complesso in linea con le scelte compite in questi ultimi anni, il Mezzogiorno, dopo l'enorme astensione alle ultime Europee, appare anche in queste elezioni diviso, instabile, con un elettorato sempre più liquido», spiega Pietro Vento, direttore di Demopolis. L'elettorato è sempre meno stabile.