Protezione civile: un deposito temporaneo a Bazzano. Legambiente attacca gli enti locali
La prima vera manifestazione partecipata del dopo sisma. Questa è stata la "rivolta delle carriole" andata "in scena" ieri mattina nel centro storico dell'Aquila. Un segno di rinascita, dopo 10 mesi di lungo letargo, per gli aquilani giunti in massa (impossibile contarli, forse più di seimila), svegliati perfino da sms in dialetto. Alla spicciolata, sono giunti in piazza Duomo, prima i rappresentanti dei comitati e poi le famiglie con bimbi al seguito dotati di mini carriole. Da una parte c'erano anche i rappresentanti del comitato centro storico alle prese con l'ardua raccolta di firme per la tassa di scopo (ieri a quota 2.800) che dovrebbe consentire di reperire i fondi per la ricostruzione della città. In mezzo alla piazza i ragazzi del comitato 3.32 indossavano tute, mascherine e cappelli da muratore. Tante le carriole e le pale. Non potevano mancare il sindaco Massimo Cialente, circondato dalle emittenti locali e nazionali; la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e l'onorevole Giovanni Lolli. A scanso di equivoci, i promotori della manifestazione hanno detto al megafono, dopo aver proposto un minuto di silenzio per i terremotati del Cile, "no alle strumentalizzazioni elettorali". Forse non avevano sentito questo messaggio i molti candidati che si agitavano in cerca di visibilità ai margini della zona rossa. Dopo lo struscio, quindi tutti insieme verso piazza Palazzo. Giunti alle transenne poste ai Quattro Cantoni c'è stato il fuori programma dello sfondamento del blocco dei celerini. Quello è stato l'unico momento di tensione della mattinata. Slogan di protesta ci sono stati anche dinanzi al cartello del Consorzio Federico II: "Via gli sciacalli". Una volta giunti dinanzi al cumulo di macerie di piazza Palazzo, i volontari con carriole e contenitori si sono subito messi al lavoro, coordinati dall'architetto Marco Morante del Collettivo 99. Le macerie sono state suddivise in legno, ferro, plastica, e portate con le carriole fino in piazza Duomo dove sono state versate, così differenziate, in grandi contenitori. Commovente la lunga catena di gente che da piazza Palazzo, passandoseli l'un l'altro, ha fatto arrivare i contenitori pieni di inerti fino in piazza Duomo. Una lunga catena di montaggio simbolica che dimostra la capacità degli aquilani, nonostante le 19 new town, di autodeterminarsi e di essere ancora una comunità, anche se con tutta probabilità scatteranno delle denunce per la violazione della zona rossa ai Quattro Cantoni. Del resto, non sarebbe dovuta andare così: solo 50 cittadini per volta avrebbero dovuto accedere in piazza Palazzo. Tra i "disobbedienti" c'è stato anche Claudio Di Cesare, denunciato per aver portato via le macerie dalla sua abitazione in centro. Dopo un paio di ore di lavoro il cumulo di macerie posto dinanzi a piazza Palazzo si era notevolmente abbassato. «Già questa per noi è una vittoria» ha commentato un cittadino, Alessandro Sirolli. La missione carriole si è conclusa con il deposito più o meno simbolico di alcune carriolate di macerie dinanzi all'Emiciclo: un messaggio per Gianni Chiodi. Domenica prossima la "missione carriole" andrà in scena in uno dei borghi dell'Aquilano, forse Sant'Eusanio Forconese o Villa Sant'Angelo.