"Siamo in attesa di provvedimenti concreti da parte del governo che inserisca nel decreto Milleproroghe degli stanziamenti per favorire l'intermodalità. Si parla tanto di abbattere l'inquinamento, le emissioni e, anche a livello europeo,ma all'atto pratico in Italia, si è fatto il percorso inverso: invece di stanziare fondi per favorire il trasporto su rotaia si continua a sostenere il trasporto su gomma o a finanziare la cosiddetta autostrada del mare - afferma Giuseppe Campione, direttore generale del gruppo Gmc -. Nonostante questo cerchiamo comunque di continuare a sopportare quella che definiamo una "concorrenza sleale". Aiutare lo sviluppo dell'intermodalità vuol dire incentivare lo sviluppo delle regioni meridionali". Con questo obiettivo la Freight Leader Council, associazione che riunisce aziende leader coinvolte nelle tematiche dei trasporti e della logistica delle merci e di cui Campione è membro del CdG, sta presentando al Governo, per il tramite del sottosegretario Bartolomeo Giachino, un quaderno sulla necessità dell'aiuto statale non solo all'intermodalità ma anche alle imprese ferroviarie, sia ex monopolista sia nuove imprese private nate grazie alla liberalizzazione. Il documento che sarà presentato, proporrà al Governo la strada da percorrere per creare il reticolo ferroviario grazie alle indispensabili sinergie tra Trenitalia Cargo e le nuove imprese ferroviarie. " Se si vuole dare una svolta alla logistica italiana - afferma Campione - indispensabile per un vero sviluppo del Paese, occorre favorire queste sinergie, come è avvenuto in Germania, un esempio per tutti, DB Schenker. Credo sia l'unico modo per evitare la penetrazione su tutto il territorio delle imprese ferroviarie estere che già si affacciano dall'arco alpino e che si estendono fino al centro Italia. Altro discorso è lo sviluppo intermodale in ambito europeo che può e deve avvenire tra imprese ferroviarie ex monopoliste le quali, grazie anche ad investimenti in infrastrutture, possono e debbono sviluppare il trasporto combinato in tutta Europa realizzando le raccomandazioni espresse dall'Unione Europea nel Libro Bianco. Non solo, quindi, trasformare il trasporto stradale in ferroviario ma assorbire anche la maggiore domanda di trasporto dovuta alla globalizzazione ed all'ingresso nel mercato dei Paesi dell'Est". Gmc dal canto suo per accelerare il processo verso l'intermodale ha già preso contatti con aziende del Nord Italia in modo da favorire il trasporto delle merci dalla Sicilia verso il Nord Italia e d'Europa e viceversa. «Con questo sistema si possono abbattere anche del 40-50% i costi di trasporto rispetto al trasporto su strada. Non solo, prodotti che prima non venivano trasportati, oggi possono arrivare a destinazione - via treno - con le stesse tempistiche del trasporto su gomma. Per esempio: le arance, che prima non venivano trasportate via treno, oggi possono partire dalla Sicilia e arrivare a Bruges (in Belgio in 5 giorni) o a Manchester (in UK in 7 giorni), ma con costi inferiori anche del 40% rispetto al trasporto tuttostrada ». Gmc, per trasportare agrumi e prodotti ortofrutticoli, verso Belgio, Germania, Regno Unito e Francia, si avvale della speciale Food Division, certificata dal ministero della Sanità per ciò che riguarda le norme igieniche e di conservazione in fase di trasporto. È inoltre iscritta all'albo regionale per la gestione del trasporto di rifiuti industriali pericolosi e non ed è, inoltre, in possesso delle attrezzature e autorizzazioni necessarie al trasporto di merce pericolosa Adr, di prodotti che necessitano della temperatura controllata (sia alimentari che farmaceutici), oltre che di prodotti congelati. Ha ottenuto infatti le autorizzazioni dalle Asl e dal ministero della Sanità per trattare queste particolari specie di prodotti, assicurandone la tracciabilità, la corretta conservazione e l'inalterabilità durante tutto il viaggio. «La merce viaggia in condizioni sicure con la garanzia che non ci sia alcun trasbordo dei prodotti. In questo modo si favorisce la circolazione veramente libera e garantita delle merci in tutta Europa. Occorre abbandonare la mentalità del trasporto su rotaia fatto con mezzi antiquati