Al governo: "In una crisi così non ci si può permettere di galleggiare. Le crisi aziendali non possono essere risolte solo con lo stellone o la cassa integrazione"
"Se passate le regionali, il governo non dovesse dare risposte aumentando le detrazioni per i lavoratori dipendenti e la Uil decidesse di non restare ferma, vi chiedo se si possa ripartire con una iniziativa comune Cgil, Cisl e Uil. Il fisco non ci ha mai divisi e spero non ci divida mai". Lo ha detto oggi (2 marzo) il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, intervenendo al XV congresso della Uil in corso a Roma.
"In una crisi così non ci si può permettere di galleggiare - ha detto ancora Epifani -. Tocca al governo avere un progetto, uni'idea per uscirne: apra con tutti un tavolo di concertazione e confronto". "Dobbiamo riorientare la nostra economia, rafforzare la domanda interna - ha proseguito Epifani -. Abbiamo bisogno di scommettere di più sulla domanda e questo significa puntare su una rete di infrastrutture, su ciò che può dare sviluppo: non il Ponte sullo Stretto che può dare risultati nel 2020, ma le piccole opere che possono dare risultati subito".
Un passaggio dedicato alle principali crisi e vertenze industriali in corso, a cominciare da quella che riguarda lo stabilimento siciliano della Fiat: "Non ho problemi se su Termini Imerese il ministro (Scajola, ndr) lancia un bando internazionale o dice di avere 15 proposte, ma dica anche cosa pensa che dovrà essere in futuro Termini Imerese e lo stesso faccia per Alcoa e Merloni". "Senza una politica industriale - aggiunge Epifani - ci si trova a subire le scelte delle multinazionali. Le crisi aziendali non possono essere risolte solo con lo stellone o la cassa integrazione".
Epifani ha anche affermato che l'Italia non ha "bisogno di questa generazione di centrali nucleari". Al contrario, servirebbe "che anche l'Italia si dotasse di un programma credibile e serio di risparmio energetico e di energie rinnovabili", senza dover dipendere da "brevetti che arrivano da paesi che, più intelligentemente di noi, hanno orientato in tal senso gli investimenti".
Per quanto riguarda la vita interna dei sindacati, Epifani ha detto: "Abbiamo bisogno di trasparenza anche noi. Chiedo solo di essere coerenti su quello che avevamo stabilito". Le organizzazioni, a suo giudizio, devono trovare in tempi brevi nuove regole per definire la rappresentanza, come indicato nella piattaforma comune sulla democrazia sindacale. "Non lasciamo cadere questo punto, è un punto di trasparenza", aggiunge, sostenendo che nei casi di "divergenza bisogna ridare la parola ai lavoratori".
Parlando della riforma del modello contrattuale, Epifani si dice contrario "per tre motivi": non va bene il nuovo indice di inflazione (Ipca), poi "non posso accettare la derogabilità del contratto nazionale su interi istituti normativi e salariali". Infine, il secondo livello contrattuale: "Non ho capito perchè, dopo aver discusso e detto che volevamo rinnovare, abbiamo mantenuto lo stesso testo del '93. Confindustria ci ha voluto ancorare a questo".
Angeletti: 200 mila posti a rischio nel 2010
Nella relazione di apertura del congresso Uil, il segretario generale Luigi Angeletti ha detto che
la crisi, che è stata "epocale", "non è ancora finita" e per il 2010 "sono ancora a rischio più di 200 mila posti di lavoro". Nel 2009, tuttavia - ha aggiunto il numero uno della Uil - "grazie al complesso degli ammortizzatori sociali messi in campo, sono stati evitati circa 400 mila licenziamenti".
L'allarme sull'occupazione lanciato dal segretario della Uil è conndiviso dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Bisogna fare di piu" - ha detto. "La politica non sta facendo abbastanza". Bonanni avverte inoltre la necessità di "aumentare la domanda e investimenti più rapidi". Quanto alla proposta di un'alleanza per il lavoro e lo sviluppo lanciata dalla Uil, "è quello che stiamo facendo e che dobbiamo rafforzare - ha commentato Bonanni - è l'unico modo per far crescere il lavoro e l'Italia, che è in grande sofferenza".
Anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia condivide la preoccupazione dei sindacati sul rischio occupazione nel 2010. "Abbiamo davanti mesi difficili - afferma a margine del XVI Congresso Uil - "è da tempo che lo diciamo. Per questo a maggior ragione c'è bisogno di una buona politica economica e industriale che supporti la crescita. Bisogna cioè dare risposte concrete in investimenti, ricerca e infrastrutture se no altri posti di lavoro saranno a rischio".